DAVID WARK GRIFFITH

DAVID WARK GRIFFITH di Paolo Cherchi Usai

Autori: Paolo Cherchi Usai



Casa editrice:
Il Castoro, Milano, 2008



Collana:
Il Castoro Cinema



Pagine:
554



Formato:
15x16,5



Prezzo:
23,50€



Lingua:
Italiano

Indice:

Ascesa e caduta della libertà di parola in America


David Wark Griffith

- La prima storia: la culla del presente

- Dalla culla del presente, ecco ora la vicenda di un popolo d'età remota ma con gli stessi timori e le stesse speranze di oggi

- Un'altra immagine del passato

- E' ora la volta della quarta storia, la lotta fra la creatività e il potere durante quell'età lontana in cui tutte le nazioni del mondo si inchinavano al trono del cinema

- 1908 (64 film): il mondo nuovo, preceduto dal ritorno alla storia moderna

- 1909 (143), dove la routine dà luogo a un'impennata

- 1910 (86 film): l'ambizione premiata

- 1911 (73 film), in cui Griffith sta perdendo la pazienza

- 1912 (65 film), quando la perfezione non basta più

1913 (34 film): più grandioso dimore

- Judith of Bethulia (giugno-luglio 1913), dove Griffith taglia la testa al tiranno

- Strategia della rottura: Reliance-Majestic (1914-1915)

- "La storia scritta in un baleno": The birth of a nation

- Intolerance, o dell'onnipotenza

- Il cinema, antidoto alla guerra: Artcraft Pictures (1917-1919)

- Il prezzo dell'indipendenza:: United Artists (1919-1923)

- La fine di un sogno: Fomous Players-Lascky (1924-1926)

- Gli ultimi fuochi: Art Cinema Corporation (1927-1930)

- Salvataggio (mancato) all'ultimo minuto: The Struggle (1931)

- Fuor della culla che perenne dondola


Filmografia

-
Indice alfabetico dei film diretti da D. W. Griffith


Nota bibliografica


Dimenticarsi gli schemi precostituiti de Il Castoro Cinema e pensare ad un'opera monumentale come la cinematografia analizzata, un lavoro che per quindici anni ha occupato corpo e mente di Paolo Cherchi Usai.
Il libro si apre con alcuni dei brani più significativi di The rise and fall of free speech in America, un libro scritto da Griffith nel 1916 in seguito alle polemiche suscitate dalla realizzazione di Nascita di una nazione. Pubblicare questi brani suona come una dichiarazione di intenti da parte dell'autore del volume in questione e sottolinea la necessità di legare indissolubilmente lo studio del cinema di Griffith e l'epoca in cui i film vengono realizzati. Un'intuizione elementare quanto banale, che sta però alla base della confutazione di assunti che vogliono il maestro del cinema delle origini come un profondo e radicale xenofobo; parlando di Nascita di una nazione Paolo Cherchi Usai si affretta a specificare "non siamo qui per difendere Griffith o per condannarlo, ma per comprenderlo". In questa affermazione è riassunto l'intero carattere del volume, atto a storicizzare il cinema del regista, a prendere le distanze dalle critiche che da sempre gli vengono mosse, per oggettivarne certi meriti e ridimensionarne altri. Perchè mentre il carattere controverso delle pellicole del cineasta viene analizzato alla luce della situazione socio-politica dei primi del '900 e quindi di conseguenza viene mitigato il giudizio critico nei confronti del razzismo di molti film, dall'altra parte a Griffith viene riconosciuto il merito di essere stato il primo a teorizzare certe tecniche cinematografiche, ma gli viene sottratto l'appellativo di 'inventore' che lui stesso si era attribuito.
Stupisce non solo la precisione e la quantità di informazioni presenti nel volume, ma la capacità di rendere fruibile un'analisi cinematografica affatto elementare.

Michelangelo Pasini