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INTRODUZIONE ALLA SCENEGGIATURA

INTRODUZIONE AlLA SCENEGGIATURA, di Dominique Parent-Altier


Autori: Dominique Parent-Altier



Casa editrice:
Lindau, Torino, 1997



Collana:
Strumenti


Pagine:
196



Formato:
13,5x19



Prezzo:
14,50€



Lingua:
Italiano

Indice:

Per cominciare: che cos'è uno sceneggiatore?


L'impaginazione


I. Per chi scrive lo sceneggiatore?

- Standardizzazione della pagina sceneggiata

- Per chi scrive lo sceneggiatore?

- L'inquadratura, la scena e la sequenza

- La continuità dialogata

- Il découpage tecnico o shooting script


II. L'impaginazione

- Avvertenza: come costruire una forma coerente?

- L'impaginazione: primo esempio

- Spiegazione

- Secondo esempio di impaginazione

- Spiegazione


L'intreccio


III. Dall'idea al soggetto

- La tradizione della narrazione

- Il mito: fondante della tradizione

- Altri elementi fondanti della tradizione

- Il soggetto


IV.Dal soggetto all'intreccio

- Verso l'intreccio

- Il tema

- Elementi drammaturgici dell'intreccio

- Per tornare ad Aristotele


Il personaggio


V. Il personaggio o l'intreccio?

- Per introdurre il personaggio

- Cominciare dal personaggio o dall'intreccio?

- Costruzione dell'intreccio prima del personaggio

- Costruzione del personaggio prima dell'intreccio


VI. Come costruire il personaggio?

- Primi abbozzi

- Che cosa conoscere del personaggio?

- Come cercare un personaggio?

- Il protagonista

- Il protagonista e il suo obiettivo

- L'eroe decidente

- Il protagonista senza obiettivo


VII. Come rivelare il personaggio?

- Attraverso l'azione

- Attraverso l'ambiente

- Attraverso il dialogo


Il conflitto


VIII.La forza motrice della storia

- Il conflitto esterno

- Dal conflitto esterno al conflitto interno

- Il conflitto e l'ostacolo

- L'ostacolo e la verosimiglianza

- Il conflitto, fattore d'identificazione


IX.Come costruire un conflitto?

- L'impostazione del conflitto

- Il conflitto e la violenza

- Il conflitto domestico o il conflitto universale

- Il conflitto e la commedia

- Il conflitto e il protagonista

- Il conflitto e la sua risoluzione


La struttura


X. Il sistema di gestione

- Gestione del tempo e della durata

- Gestione di dispositivi narrativi

- La struttura ternaria


XI. La sinossi

- La sinossi e la struttura

- La struttura nascosta


Bibliografia


Un giorno, stanco di sentir parlare del famoso Capra's touch tanto elogiato dalla critica americana, Robert Riskin, sceneggiatore di quasi tutta l'opera di Frank Capra, fece arrivare a quest'ultimo un copione composto da 120 pagine rigorosamente bianche. Sul frontespizio, Riskin aveva scritto: “Caro Frank, applica dunque il tuo celebre touch a questo”.
Con quest'aneddoto esemplare si apre Introduzione alla sceneggiatura, che proprio di tale figura creativa fondamentale e insieme poco studiata mostra i metodi più noti e gli schemi di base, descrivendo nel dettaglio ciascuna fase dello script ideale. Ci si concentra soprattutto sulla costruzione di personaggi e intreccio, senza dimenticare notazioni pratiche (un intero capitolo è dedicato all'impaginazione), esempi specifici e linee-guida narratologiche come il tema del conflitto e il viaggio dell'eroe.
Scritto da un montatore e docente dell'Università di Parigi-Nanterre, il libro potrebbe però sembrare prescindibile se non superficiale ai lettori più esperti. Come da titolo, il libro si propone infatti come semplice guida ai segreti dello scrivere per immagini, peraltro dall'esposizione chiara e scorrevole e accessibile anche nel prezzo. Se si vorrà poi approfondire, una vasta e varia bibliografia in merito è consigliata nello stesso volume.
Traduzione dal francese di Dario Buzzolan.

Dario Stefanoni


MANUALE DEL FILM - LINGUAGGIO, RACCONTO, ANALISI

Manuale del film, di Gianni Rondolino e Dario Tomasi

Autori: Gianni Rondolino, Dario Tomasi



Casa editrice:
Utet, Torino, 2007



Collana:
Cinema



Pagine:
330



Formato:
14x21



Prezzo:
21€



Lingua:
Italiano

Indice:

Sceneggiatura e racconto

- Che cosa è una sceneggiatura

- Che cosa è un racconto

- Il racconto cinematografico

- Narrazione e rappresentazione

- Lo spazio del racconto

- Il tempo del racconto

- Sapere e vedere


L'inquadratura

- Il profilmico

- L'ambiente e la figura

- La luce e il colore

- Il filmico

- La scala dei primi piani e il volto umano

- Angolazione e dintorni

- La cornice e i due spazi

- Soggettività e sguardo

- I movimenti di macchina


Il montaggio

- Che cosa è il montaggio

- Spazio e tempo

- Forme, funzioni e ideologie del montaggio

- Il montaggio narrativo e il découpage classico

- Il montaggio connotativo

- Il montaggio formale

- Il montaggio discontinuo

- Il montaggio proibito: profondità di campo e piano sequenza


Il suono, l'immagine

- Le funzioni del suono

- Suono e spazio

- Suono e tempo

- Suono e racconto: il punto d'ascolto

- Parole e voci

- Musiche

- Rumori


L'analisi del film

- Le caratteristiche

- Gli strumenti e criteri

- Tre esempi di analisi

- L'evidenza e il codice

- Retorica del testo speculare

- Narrazione e significazione


Il Manuale del film è uno di quei pochi libri di cui si potrebbe parlare anche con un approccio a priori: basterebbe infatti leggere i nomi degli autori per aver conferma del fatto che si tratta di un prodotto più che valido. Gianni Rondolino ha un curriculum di tutto rispetto, nel quale l’attività accademica non è che la punta di un iceberg ben più ampio; Dario Tomasi, anche lui docente universitario, ha il merito di essere uno dei più grandi esperti italiani di cinema giapponese classico, al quale ha dedicato pubblicazioni su Ozu Yasujiro, Mizoguchi Kenji e Kurosawa Akira.
Tanta preparazione da parte dei due autori si riflette anche in una versatilità fuori dal comune: questo agile volume è la base di teoria e prassi del cinema più facile e scorrevole che possa essere scritta. Il libro scompone “il film” nei suoi elementi essenziali, vale a dire sceneggiatura, inquadratura, montaggio e sonoro, ai quali dedica un capitolo a testa: è attraverso l’uso di esempi di classici intramontabili, sezionati ed analizzati inquadratura per inquadratura, che gli autori sottolineano le differenze tra découpage classico e montaggio connotativo, tra filmico e profilmico, tra luce diegetica ed extradiegetica. Il libro ha il merito di riassumere in trecento pagine la teoria e prassi cinematografica, sintetizzando e rielaborando i testi fondamentali in merito (Bazin su tutti), con la rarissima capacità di farlo con la semplicità adatta a chi cerca un libro da leggere prima di addormentarsi. Il quinto capitolo “Analisi del film” è un veloce riassunto di quella che è stata questa discliplina negli ultimi quarant’anni: gli autori prendono tre colonne portanti del cinema come Il grande sonno di Howard Hawks, Ombre rosse di John Ford e Quarto potere di Orson Welles e ne sezionano la sequenza più emblematica; analizzando le peculiarità tecniche e stilistiche di ognuno dei frammenti narrativi provano a generalizzare il discorso di analisi all’intera pellicola. Tre esempi semplici e calzanti, anche se un po' troppo comuni nel panorama dell'analisi filmica.
Ad un apparato iconografico che grida vendetta (analizzare le inquadrature facendo riferimento a foto piccole, buie e sgranate non è il massimo) risponde il cd-rom interattivo che riprende l’indice del libro, associando ad ogni tema trattato una clip con la breve sequenza di cui nel libro si possono vedere solo gli sbiaditi fotogrammi.
In sostanza il libro non è da consigliare, per il suo approccio forzatamente e volutamente leggero, a chi abbia già studiato a fondo teoria e prassi della settima arte, mentre è invece una lettura indispensabile per il cinefilo formatosi solo attraverso la visione: un'ottima occasione per puntualizzare concetti da sempre nell’aria, ma magari mai analizzati con l’approccio razionale adatto.

Michelangelo Pasini


LA CRITICA CINEMATOGRAFICA

La critica cinematografica, Alberto Pezzotta, Carocci

Autori: Alberto Pezzotta


Casa editrice: Carocci, Roma, 2007


Collana: Le Bussole - Spettacolo


Pagine: 128


Formato: 13x20


Prezzo: 9,50€


Lingua: Italiano

Indice:

Premessa

1.Funzioni e leggende della critica
- "Professione ingrata, difficile e poco nota"
- Un'identità incerta tra storia e teoria
- "Inutile ma necessaria"
- Tra gli autori e il pubblico

2.La critica in Italia dalle origini a internet
- La nascita della critica
- Gli anni Trenta e Quaranta
- I dibattiti del dopoguerra e gli anni Cinquanta
- Gli anni Sessanta e Settanta
- Dagli anni Ottanta a oggi

3.I luoghi e i generi della critica
- La recensione
- Altri generi
- Nell'epoca multimediale
- Usi impropri
- Nell'epoca dell'home video: un po' di filologia

4.La critica come argomentazione
- Retorica e generi di discorso
- Le basi dell'argomentazione
- Premesse e gerarchie di valori
- Interpretazione e selezione dei dati

5.Le forme del ragionamento
- Tecniche di argomentazione
- L'associazione
- Il paragone
- L'analogia e la metafora
- La dissociazione
- Criteri di verificabilità

6.Lo stile della critica
- La dispositio
- L'elocutio

7.Metodi, temi e miti
- Metodi
- Temi
- Il mito dell'autore
- I generi
- L'autoriflessività

8.Le oscillazioni del giudizio
- L'attribuzione di valore
- Dinamiche della rivalutazione
- La stroncatura

Bibliografia



Poche pagine per presentare ad un lettore praticamente neofita la storia, le funzioni e le dinamiche della critica cinematografica. Taglio spiccatamente formativo, paragrafi brevi, prosa lineare e riassuntini a fine capitolo. Il lavoro di Pezzotta è tanto rigoroso quanto evidentemente gli è stato richiesto per assecondare gli obiettivi del volumetto in questione. Alla semplicità dei temi e della struttura e alla brevità del lavoro fa però da contrappunto una chiarezza che lo rende una traccia interessante anche per i più navigati.
Per ragioni di spazio l'autore sceglie di limitare i cenni sulla storia della critica cinematografica alla sola penisola italiana, mettendo in secondo piano gli altri paesi in cui il dibattito cinematografico è stato particolarmente sviluppato.
Intelligente ed indispensabile l'analisi della nuova critica figlia di internet, dei blog e della diffusione del dvd.
Costretto per vincoli editoriali (Le Bussole della Carocci sono sempre libri molto brevi) a limitarsi a narrare storia e prassi della critica cinematografica attraverso l'analisi teorica, impossibilitato quindi a riportare interamente brani e recensioni a sostegno della sua tesi, Alberto Pezzotta dissemina il volume di centinaia di citazioni che partono da Bazin e arrivano a Kezich, riuscendo, nonostante lo spazio che gli è concesso, a dar voce anche alla parole dei critici..

Michelangelo Pasini


LA CRITICA CINEMATOGRAFICA - METODO, STORIA E SCRITTURA

La critica cinematografica - Metodo, storia, scrittura, di Claudio Bisoni

Autori: Claudio Bisoni



Casa editrice:
Archetipo Libri, Bologna, 2006



Collana:
I Prismi Cinema



Pagine:
319



Formato:
17x24



Prezzo:
34€



Lingua:
Italiano

Indice:

Profilo critico

- Premessa

- Metodologia

- Un termine generico

- Il campo della critica cinematografica

- La critica come mestiere. Il modello di analisi di David Bordwell

- Tipologie di significato

- Doppioni oppositivi e temi

- Vincoli e libertà: i limiti dell'interpretazione

- Storia della critica e storia della cultura: gli studi sulla ricezione

- Un po' di storia

- In francia dagl anni Dieci alla Seconda Guerra Mondiale

- Il secondo dopoguerra e la nascita della critica moderna

- La politique des auteurs

- La critica moderna tra novità e tradizione

- In Italia: dalle origini all'avvento del fascismo

- Tra anni Venti e anni Trenta

- Dagli anni Ottanta a oggi


La critica in pratica: testi

- Matilde Serao, "Chi si commuoverà, chi ammirerà"

- Louis Delluc, "Intolerance"

- Louis Delluc, "Da Oreste a Rio Jim"

- Ricciotto Canudo, "One exciting night"

- Alberto Cecchi, "Il nostro pane quotidiano"

- Giacomo Debenedetti, "Un giorno alle corse"

- Giuseppe De Santis, "Per un paesaggio italiano"

- Antonio Pietrangeli, "Analisi spettrale del film realista"

- Luigi Chiarini, "Tradisce il neorealismo"

- Guido Aristarco, "E' realismo"

- Mario Gromo, "Luci del varietà e Macbeth"

- André Bazin, "Rashomon"

- André Bazin, "Il delitto perfetto"

- Francois Truffaut, "Ali Babà e la politica degli autori"

- Francois Truffaut, "La finestra sul cortile"

- Jean-Luc Godard, "Supremazia e soggetto"

- Jean-Luc Godard, "Hollywood o morire"

- Eric Rohmer, "Stromboli"

- Eric Rohmer, "Di tre film e di una certa scuola"

- Jacques Rivette, "Mizoguchi visto da qui"

- Jacques Rivette, "Dell'abiezione"

- Luc Moullet, "La portinaia e il boscaiolo"

- Michel Mourlet, "La bellezza della conoscenza"

- Giuseppe Marotta, "Caduto nella piana di Michelangelo Antonioni"

- Giovanni Grazzini, "Viridiana"

- Pier Paolo Pasolini, "La dolce vita: per me si tratta di un film cattolico"

- Lino Miccicchè, "Marcia trionfale"

- Giuseppe Turroni, "Per favore non mordermi sul collo"

- Adriano Aprà, "Che c'è di nuovo? Jerry Lewis e un cinegiornale neorealistico (Apollon, una fabbrica occupata)"

- Goffredo Fofi, "Jean-Luc Godard: week-end e Francois Truffaut: il ragazzo selvaggio"

- Frieda Grafe, "Nicht versohnt"


- Roland Barhes, "Sade Pasolini"

- Rainer Werner Fassbinder. "Come le foglie al vento"

- Enzo Ungari, "Le ombre di un sogno da Huston a Wenders"

- Giovanni Buttafava, "Ultime disavventure dell'impostazione corretta"

- Jonathan Rosenbaum, "Rocky Horror/Playtime contro Centro Commerciale/Casa"

- Tania Modleski, "La donna e il labirinto: Rebecca di Alfred Hitchcock"

- Pauline Kael, "I cancelli del cielo"

- Serge Daney, "Un sogno lungo un giorno"

- Alberto Farassino, "Quando Adriano scese in terra"


La critica allo specchio

- Francois Truffaut, "I sette peccati capitali della critica"

- Francesco Casetti, "Semiotica, critica, lettura"

- Marcello Walter Bruno, "Critica atto puro"

- Gianni Canova, "Contro la cinefilia"

- Lorenzo Pellizzari, "La Trivialkritik"


Bibliografia


Indice dei nomi





La storia della critica cinematografica è materia enorme, intricata, controversa, e certo difficile da confinare in trecento pagine, a maggior ragione se in un solo volume si vogliono fornirne sia i cenni storici che analizzarne gli scritti fondamentali.
Il lavoro di Claudio Bisoni non si concentra tanto sulla scrittura del volume, quanto nella sua organizzazione, nel lavoro di cesello che mai come in questo caso si rende necessario. Decide quindi di dedicare solamente una cinquantina di pagine alla presentazione della critica cinematografica prima a livello teorico, poi a livello storico e passare poi a ragionare sul lavoro dei critici. La parte più consistente del volume è infatti dedicata all'analisi dei testi, delle recensioni di alcune tra le più importanti penne che abbiano mai animato il dibattito cinematografico a livello mondiale. Ogni scritto proposto è anticipato da una breve nota bibliografica (dove è indicata la pubblicazione originale dell'articolo) e seguito da un commento critico (che l'autore preferisce chiamare chiave di lettura) che contestualizza la recensione nel dibattito in cui si inserisce, fornisce qualche nota biografica dell'autore e ne dà un'interpretazione alla luce di quanto analizzato nella premesse teorica del libro. La selezione di articoli proposti si può definire polarizzata tra i critici appartenenti all'entourage dei Cahiers Du Cinema da una parte e le figure che hanno ruotato intorno al panorama neorealista italiano dall'altra. La terza porzione del libro è dedicata alla meta-critica, alla critica che parla di se stessa, si guarda allo specchio, si analizza, si loda o si schernisce, ma soprattutto alla critica che si interroga sul proprio ruolo e sulla propria legittimità. La scelta di ridurre questa sezione a 5 articoli lascia al lettore un po' l'amaro in bocca.
Nonostante l'infinita mole di materiale da cui pescare e nonostante il libro abbia un approccio più accademico e adatto allo studente universitario, il lavoro di selezione effettuato da Claudio Bisoni risulta eccellente nel mostrare le diverse sfumature e correnti che si sono contrapposte all'interno di correnti come quella dei giovani turchi e nel presentare al lettore una mappa, assolutamente e obbligatoriamente parziale, della storia di chi ha vissuto il cinema da spettatore (quasi)partecipante. Si soffre leggermente la brevità del commento critico ad ogni articolo riportato.
Grafica scarna, nessuna immagine, ma in questo caso importa veramente poco.

Michelangelo Pasini