FILM DELLA MEMORIA - MONDI PERDUTI, RICORDATI E SOGNATI

FILM DELLA MEMORIA - MONDI PERDUTI, RICORDATI E SOGNATI, di Roberto Campari

Autori: Roberto Campari



Casa editrice:
Marsilio Editori, Venezia, 2005



Collana:
Elementi



Pagine:
142



Formato:
13,5x18,5



Prezzo:
9,90€



Lingua:
Italiano

Indice:

Introduzione


Infanzia e adolescenza

- Proustiani spiritualisti: Bergman e Fellini

- Tre altri italiani: Visconti, Bertolucci e Leone

- Echi anglosassoni

- In cerca del padre


L'idillio campestre

- Il mondo contadino nel cinema italiano


Il passato storico

- Ford e la storia americana

- La storia europea in Visconti

- Il West di Leone e l'Italia di Fellini


Mondi lontani

- L'ultimo paradiso

- Il favoloso Oriente


Il sogno come memoria e il sogno d'amore

- Il sogno come memoria

- Il sogno d'amore

- Il cinema come sogno


Note al testo


Indice dei film


I punti di tangenza tra cinema e memoria hanno da sempre affascinato e stimolato la teoria e la prassi cinematografica. Il breve saggio di Roberto Campari parte dalle naturali suggestioni letterarie (Proust) e filosofiche (Ricoeur e Bergson) per discernere il tema nelle declinazioni più varie: dalla nostalgia per l'infanzia (Bergman, Fellini) al rimpianto tolstojano per il mondo contadino (Olmi, Bertolucci, Pasolini), dalla ricostruzione del passato “falsata” dalla memoria dell'artista (il west di Ford, i fasti della famiglia thomasmanniana in Visconti) sino all'utopia perduta delle 'isole felici' e dell'orientalismo, che da Hermann Melville e Gaugain giunge sino a Giglio Infranto di Griffith e a Tabù di Murnau. Il saggio si chiude infine con un incantevole capitolo dedicato alle intersezioni tra sogno, memoria e amore nel melodramma hollywoodiano e in particolare nell'opera di Vincente Minnelli (su cui Campari ha scritto anche un ottimo Castorino).
L'agile formato del libro, l'approccio trasversale e la scrittura tersa del suo autore rendono Film della memoria una lettura piacevole e illuminante, che sa evitare le banalità di un tema indubbiamente poco originale grazie anche ad una trattazione sintetica, densa e precisa.

Dario Stefanoni