ANIME PERDUTE - IL CINEMA DI MIIKE TAKASHI

Anime Perdute, Il cinema di Miike Takashi, a cura di Dario Tomasi


Autori: Dario Tomasi con Stefano Boni e neo(N)eiga (a cura di)



Casa editrice:
Il Castoro, Milano, 2006



Collana:
-



Pagine:
255



Formato:
16x23



Prezzo:
20€



Lingua:
Italiano

Indice:

Introduzione


Anime Perdute. Il cinema di Miike Takashi


Castigo divino Un'introduzione al cinema di Miike Takashi, di Dario Tomasi


Radici

- Storia di un uomo tranquillo. Sull'autobiografia di un regista, di Mark Shilling

- Generation Video. Nel mondo del V-Cinema, di Tom Mes


Percorsi

- Stile senza dimora e tristezza di un cineasta, di Aaron Gerow

- Miike Takashi: DOA, di Yomota Inuhiko

- Erranza, multiculturalità e assenza di confini, di Maria Roberta Novielli

- Il (non) futuro delle misure. La polifonia sessuale e il sogno travestito, di Pier Maria Bocchi

- Lo spillo nell'occhio. La violenza e le sue "forme", di Marco Dalla Gassa

- Deriva e vertigine: un regista contro il cinema, di Giona A. Nazzaro

- Il moto e la quiete: orizzonti cyberpunk, di Fabio Rainelli


Testimonianze

- ... fino al giorno in cui chiuderemo gli occhi per sempre, viviamo ridendo e ballando, di Shiota Tokitoshi

- "Più grande è l'amore, più aumenta la violenza". Intervista a Miike Takashi


Strumenti

- Filmografia

- I film di Miike in dvd

- Bibliografia


Primo libro italiano completamente dedicato a Miike Takashi. Dopo lo speciale contenuto in Noir in festival 1999 e il dossier di Nocturno Il fantasma della libertà - Il cinema estremo di Miike Takashi, anche l'editoria del nostro paese si apre al provocatorio regista giapponese. E lo fa in occasione della retrospettiva torinese (18 Aprile-9 Maggio 2006) omonima al libro in oggetto.
L'introduzione all'universo miikiano è affidata a Mark Shilling e Tom Mes (il secondo già autore di Agitator. The cinema of Takashi Miike) che pennellano l'uno le tappe fondamentali della vita del regista giapponese, l'altro l'ambiente cinematografico in cui si è potuto sviluppare un talento così violentemente visionario come quello di Miike Takashi. Capitolo interessante e necessario.
Seguono sette saggi per approfondire i caratteri peculiari della poetica del regista, aratteristiche che tagliano trasversalmente una cinematografia tanto lunga ed eterogenea, quanto coerente nei suoi assunti fondamentali. Anche per questa sezione Dario Tomasi ha chiamato a raccolta le penne più illuminate in merito: spicca Maria Roberta Novielli, Pier Maria Bocchi e un Giona. A. Nazzaro più contenuto del solito. Risultati indiscutibili.
Nel capitolo dedicato alle testimonianze un divertente e futile scritto che racconta i primi incontri tra Miike e Shiota Tokitoshi e un'intervista al regista che si muove abbastanza in superficie. Si poteva fare qualcosa in più.
Filmografia con dati tecnici e, soprattutto, sinossi di tutti le opere di Miike Takashi. Strumento fondamentale in quanto molti film risultano tutt'ora irreperibili se non in lingua originale senza sottotitoli.
Peccato che, data la prolificità del cineasta, un libro come questo possa essere ritenuto vecchio già ad un paio di anni dalla pubblicazione.
La nicchia di lettori a cui è rivolto il volume costringe l'editore a tenere il prezzo un po' alto.

Michelangelo Pasini