I MANIFESTI TIPOGRAFICI DEL CINEMA - LA COLLEZIONE DELLA FONDAZIONE CINETECA ITALIANA 1919-1939
![]() Autori: Roberto Della Torre ed Elena Mosconi (a cura di)
Formato: 17x24
| Indice: |
Giuseppe Fidotta |
.
I MANIFESTI TIPOGRAFICI DEL CINEMA - LA COLLEZIONE DELLA FONDAZIONE CINETECA ITALIANA 1919-1939
![]() Autori: Roberto Della Torre ed Elena Mosconi (a cura di)
Formato: 17x24
| Indice: |
Giuseppe Fidotta |
LE GARZANTINE CINEMA
![]() Autori: Gianni Canova (a cura di)
| Indice: Premessa Dizionario del cinema Appendici Schede di approfondimento (nel corpus del Dizionario) Tavole fuori testo | Ventunesimo secolo. Gli anni di internet, di wikipedia, di google che digitalizza i libri e li mette a disposizione per la consultazione gratuita. 2009. La terza edizione della Garzantina Cinema. Un’operazione straordinariamente coraggiosa, in continuità con quanto la casa editrice milanese ha fatto in tutti questi anni. Oggi che il sapere sembra sempre più affidato alla rete e che soprattutto un mezzo di cultura popolare come il cinema sembra adattarsi perfettamente al media che sta spopolando su tutti gli altri, Gianni Canova rimane convinto della necessità di un’enciclopedia cinematografica su carta. E non si sbaglia affatto. La sua arma più potente contro la gratuità e l’immediatezza d’aggiornamento di internet? La precisione. Molti siti web, vuoi perchè molto spesso sono gestiti per hobby e passione, vuoi perchè sembra che ad una pagina internet si possano perdonare strafalcioni ed omissioni, sono molto carenti da questo punto di vista. Canova ed i suoi collaboratori, di edizione in edizione, rivedono, correggono ed ampliano migliaia di voci del loro lemmario, giunto ormai a quota 6500 definizioni. Senza la pretesa, per ovvie ragioni, di completismo, ma con l’obiettivo di fornire una mappa di navigazione al lettore che si trovasse a vagare in quel mare magnum che è il cinema mondiale, di ogni genere, paese e tempo. Attenzione, non troverete solo film nella Garzatina. Cinema a 360°, dai generi, alle maestranze, dalla critica ai termini tecnici e le teorie. Per contribuire a fornire al fruitore vere e proprie coordinate spazio-temporali dedicano le ultime pagine del volume alla cronologia cinematografica: per ogni anno, fin dalle sue origini, gli autori operano una breve selezione degli eventi più importanti (da diversi punti di vista: premi vinti, innovazioni tecnologiche, nascita di correnti o generi cinematografici) e li riportano in ordine cronologico. Orientamento, come Canova sottolinea nella premessa, come sempre eurocentrico, senza però dimenticare l’esistenza di cinematografie altre rispetto a quelle che da sempre fanno la figura del leone. Dizionari ed enciclopedie ci hanno da sempre abituati ad una qualità della carta davvero al risparmio, per pesantezza e grana: bello sfogliare le Garzantine e ricordarsi della classica eccezione a conferma della regola. Michelangelo Pasini |
PENTAGRAMMA DI LUCE - FILM, STORIA E CURIOSITA' SULLA "MUSICA" NEL CINEMA
![]() Autori: Giuseppe Colangelo
| Indice:
- Ballo, danza e musical - Jazz e blues - Musica classica e opera - Rock Indice dei registi | Una delle tante rivoluzioni dell'immaginario cinematografico avvenne nel 1927, anno in cui vide la luce Il cantante di Jazz di Alan Crosland, primo film sonoro della storia del cinema. Al Jolson, attore e cantante su cui era cucito l'intero film, concludeva con una battuta emblematica e dal tono profetico: “Wait a minute, you ain't heard nothin' yet! ”. Quello fu solo l'inizio, infatti, di una lunga storia in cui cinema e musica andavano a contaminarsi: tra musical, musicarelli, film-opera, biopic di musicisti e cartoons musicali, i generi e le pellicole sull'argomento diverranno di lì a poco innumerevoli. Questo sottile dizionario illustrato tenta di mapparli tutti, dividendo i titoli secondo il genere musicale a cui appartengono: classica, jazz, blues, rock, opera e danza. Lo spirito di maniacale completismo è lo stesso che stava alle base anche di Ciak si abbaia! e Macchine di celluloide, i precedenti volumi di Giuseppe Colangelo, docente di storia del cinema e giornalista free-lance per L'Unità, Airone e Argos. Pentagramma di luce, infatti, non è che l'ultima pubblicazione di una serie di dizionari ragionati che raccoglie la storia del cinema in vari compartimenti tematici (tra i i prossimi in via di pubblicazione, anche un volume dedicato alle grandi civiltà del passato). Non manca nessun titolo: si va da Bolero di Pabst a Tano da Morire di Roberta Torre (“Ballo, danza e musical”), da Hallelujah di King Vidor a Mo' better Blues di Spike Lee (“Jazz e blues”), da Un grande amore di Beethoven di Gance a Mosè e Aronne di Straub (“Musica classica e opera”) e dal vecchio Rock around the Clock al recente biopic su Johnny Cash Walk the line (“Rock”). Tra tutte, la voce meglio curata e più godibile da consultare è il capitolo rivolto alla musica classica, che suddivide la vasta filmografia secondo il compositore di riferimento e si snoda in una quarantina di profili filmografici, da Johann Sebastian Bach a Kurt Weill, passando per Liszt e Schubert. Il copioso elenco di titoli, che sottolinea le produzioni italiane in grassetto e al titolo aggiunge solo anno e regista, è interrotto di tanto in tanto da alcune curiosità (come una divertente digressione sui jazz cartoon, con apposita filmografia) e da dodici schede dedicate ai migliori film di ciascun genere, complete di cast, trama e premi; tra queste, anche titoli poco noti e degni di riscoperta, come Baby Snakes di Frank Zappa, insospettabile cineasta, e Let's Get Lost di Bruce Weber. Non privo di una certa praticità ideale per collezionisti e cinefili ossessivi, il libro conserva però gli stessi difetti del precedente Macchine di celluloide: un numero di pagine eccessivamente modesto per l'ampio argomento (solo 86 pagine, esclusi gli indici) e scarsa cura della qualità di stampa. Michelangelo Pasini |
CHE COS'È IL CINEMA
![]() Autori: Fernaldo Di Giammatteo | Indice: Indice dei nomi | Intitolare un libro "Che cos'è il cinema?" è una scelta a dir poco ambiziosa, anche per uno dei più grandi critici italiani di tutti i tempi nonché padre della collana Castoro cinema. Eppure che cos'è il cinema Di Giammatteo riesce a spiegarlo, e pure molto bene. O meglio, riesce a navigare con intelligenza tra le definizioni che in un secolo di discorsi sul cinema si sono accavallate. In una duplice modalità poiché, fondamentalmente, sono due i libri contenuti in "Che cos'è il cinema?": un saggio e un dizionario. Il saggio iniziale è una ricognizione storica delle teorie cinematografiche dalle origini ai giorni nostri, da Bergson a Casetti, da Luciani a Vanoye. Incredibilmente, Di Giammatteo concentra in una sessantina di pagine un sapere che ha fatto versare litri di inchiostro a ben più titolati storici ed intellettuali che, nel farlo, quasi mai hanno raggiunto la fluidità e la completezza di queste paginette. In un percorso che ruota attorno agli assi portanti dei "discorsi alti" sul cinema (lo specifico filmico, il rapporto con le arti, il montaggio, il realismo, la semiotica, il digitale), l'autore rende digeribile ciò da cui generalmente il neofita tende a rifuggire e trasforma l'ostico in appassionante. Il dizionario va anche oltre. Le definizioni, raramente di poche righe, sono il campo di battaglia in cui emergono le diverse anime di Di Giammatteo: lo storico che analizza l'evoluzione del melodramma, il tecnico che spiega con semplicità i segreti del Panavision o del morphing, il critico che parla di leitmotiv. Il tutto è condito da esempi molto puntuali, generalmente tratti da film noti. Il tecnicismo, anche quando di tecnicismi si parla, è un pericolo sempre evitato. Se il progetto di spiegare cosa sia il cinema può dirsi realizzato parte del merito va, oltre che ad una conoscenza ammirevole del cinema in ogni sua sfumatura, ad una prosa semplice ed elegante, effervescente, intelligente, che consente di avvicinare senza alcuna difficoltà qualsiasi argomento. Ma, lontano dalle apparenze, questo piccolo gioiello è rivolto anche al lettore più navigato, con il quale intesse un dialogo serrato continuamente in bilico tra teoria e tecnica. Il prezzo contenuto e la grafica sobria contribuiscono a rendere "Che cos'è il cinema?" di Fernaldo Di Giammatteo uno di quei libri che sarebbe sempre meglio avere nella propria biblioteca. Giuseppe Fidotta |
DIZIONARIO DEL WESTERN ALL'ITALIANA
![]() Autori: Marco Giusti | Indice: Introduzione - Spaghetti western Dizionario del western all'italiana Filmografia Progetti western mai realizzati Caroselli western | Di critiche il precedente dizionario curato da Marco Giusti ne aveva ricevute parecchie, ma nonostante questo il critico grossetano decide di non cambiare impostazione alla sua nuova, imponente, creatura. Sfruttando l'onda alta della retrospettiva veneziana dedicata allo spaghetti western da lui stesso curata, da alle stampe un volume che ha il sapore dell'opera definitiva. Il Dizionario del western all'italiana si apre con un’ampia panoramica introduttiva sul genere che analizza il rapporto del western nostrano con quello d’oltreoceano, snocciola uno ad uno i topoi del genere e intrattiene il lettore con un'efficacissima e riuscita ricostruzione dello sgangherato universo produttivo che era alla base di queste pellicole. Il tutto nello stile a cui Giusti ci ha abituati, diretto, scorrevole, pulito, con quel gusto per l’aneddoto che molte penne ultimamente hanno smarrito in luogo di una più efficace masturbazione letteraria. Dopo questo cappello introduttivo, da leggere tutto d'un fiato, il dizionario vero e proprio, più di 800 film schedati con tanto di credits (che in questo caso, sia per la quantità di informazioni raccolte, sia per la rarità di molte di queste, non sono semplicemente un corredo necessario ma non sufficiente alla recensione, ma ne diventano parte integrante) e commento critico e storico (a volte ripreso dal suo Stracult). Ancora una volta informazioni, curiosità e recensioni dell'epoca prendono il posto di pistolotti intellettuali. Tra le pellicole analizzate non solo spaghetti western, ma anche pellicole turche, spagnole, messicane, che con il genere italiano sono parzialmente imparentate. A chiudere il libro due brevi appendici dedicate alle serie di caroselli a tematica completamente western e i tanti film progettati ma mai realizzati. Bibliografia che sancisce definitivamente l'importanza del testo. Ad onor del vero bisogna sottolineare come l'urgenza da completista di Giusti lo porti inevitabilmente a commettere qualche errore che se fosse stato più misurato si sarebbe probabilmente risparmiato. Ultima nota positiva: volume di nicchia, quasi settecento pagine, diciotto euro. Chi ha orecchie per intendere... Michelangelo Pasini |
STRACULT - DIZIONARIO DEI FILM ITALIANI
Autori: Marco Giusti | Indice: Film Indice dei registi | Stracult, ovvero uno dei libri più discussi del panorama editoriale cinematografico italiano degli ultimi vent'anni. Chi se non Marco Giusti avrebbe potuto realizzare quest'opera monumentale sul cinema di genere che ha fatto la fortuna della settima arte del belpaese ma che è sempre stato bistrattato dalla critica? Più di 2500 film recensiti, tutto il meglio e il peggio del nostro cinema bis, dai polizieschi con Tomas Milian ai lacrima movie con Renatino Cestiè, dai rip off di Indiana Jones agli horror di Lucio Fulci, porno nazi, hard, pierino movie, tutto ciò che la critica mondiale ha da sempre rifiutato ma che ha riempito per due decenni buoni le sale cinematografiche italiane ed è stato venduto in paesi di mezzo mondo. Giusti recensisce tutto il recensibile ed è proprio questa ricerca della completezza a farlo cadere spesso in fallo: i lettori, visto il tema di nicchia quasi tutti appassionati e fan, non gli perdonano nè le piccole sbavature nè tantomeno gli errori molto meno veniali e additano il libro come pressapochista. Nel giro di qualche anno (la prima edizione è del 1999) l'autore riprende in mano parecchie schede, le corregge e amplia il volume, inserendo recensioni dei film che nel frattempo si sono resi reperibili grazie alla diffusione dei programmi di peer-to-peer e del dvd. Tanti errori rimangono, altrettanti vengono eliminati. Non cambia però, fortunatamente, la sostanza: Giusti scrive soverchiando tutte le regole della critica ufficiale, è aneddotico fino allo sfinimento, riporta citazioni e stralci di interviste spesso senza citarne le fonti, si fa prendere da considerazioni estremamente personali, trasuda passione, è financo volgare e rozzo. Ma proprio per questo non solo si legge benissimo ed risulta molto divertente, ma è completamente in linea con la materia da lui analizzata. Per quanto possa essere stato contestato, per quanto zeppo di imprecisioni, Stracult rimane l'opera più completa che tratti "tutto il cinema italiano da amare senza distinzione tra alto e basso, arte e spazzatura". le altre rimangono chiacchiere. Michelangelo Pasini |
IL DIZIONARIO DEI FILM DI HONG KONG
Casa editrice: Universitaria Editrice, Chieti, 2005 Collana: - Pagine: 464 Formato: 17x23 Prezzo: 39,90€ Lingua: Italiano | Indice: Premessa Prefazione di Lorenzo De Luca Introduzione di Giona A. Nazzaro Breve glossario Note linguistiche Il dizionario dei film Antologia | Negli anni ’80, quando il cinema viveva una stagione ben più fiorente di quella odierna, non era raro sentire più di un critico, illuminato, affermare che il cinema di Hong Kong fosse in quel determinato periodo storico il “più bello del mondo”. Oggi, che ad Hollywood è rimasto solo il guerrilla marketing e che anche l’Europa scarseggia di talenti, l’ex colonia britannica riesce ancora, anche se non così frequentemente, a stupire il cinemaniaco più navigato ed esigente. Non che siano in molti, con grande rammarico dei pochi, a pensarla così, purtroppo. Questo trova conferma anche nelle parole di Giona A. Nazzaro e Andrea Tagliacozzo, autori del libro in oggetto, che nell’introduzione a questa vera e propria bibbia di prodotti in celluloide ne raccontano la difficile gestazione, dettata soprattutto dal rapporto con diversi editori per niente convinti del loro progetto. E pensare che il duo critico una certa credibilità in merito se l’era costruita prima con Hong Kong – Spade, kung fu, pistole e fantasmi, progenitore di questo ben più ampio dizionario, poi con John Woo – La nuova leggenda del cinema d’azione, volume dedicato ad uno dei pochi registi cantonesi ad essersi imposto anche al grande pubblico occidentale. Dopo anni di lavoro, visioni e catalogazioni l’impresa è però compiuta: oltre 850 film schedati per un’opera che al momento, e chissà per quanto ancora, in Italia non ha rivali. La maniacale cura e ricerca filologica con cui il dizionario è scritto è evidente fin dal lavoro svolto sul titolo di ogni pellicola recensita: il titolo originale scritto in ideogrammi segue quello internazionale e precede la traslitterazione prima in cantonese poi in mandarino. Note di produzione, regia, cast, incasso (che manna dal cielo per i maniaci delle statistiche!) e giudizio sintetizzato con il classico sistema delle stelline completano la parte tecnica di ogni scheda. Poi, a ruota, il corpo della recensione: attraverso il commento critico e le curiosità più varie Nazzaro e Tagliacozzo tentano di contestualizzare ogni pellicola non solo nel nebuloso panorama cinematografico di Hong Kong, ma inserendola anche in un contesto più globale. Nelle quasi 500 pagine esplode l’orgia creativa di un cinema che senza la paura di esagerare, prendersi in giro, ripetersi, accumulare e reinventare, riesce, ancora e come nessun’altra cinematografia nel mondo, ad abbinare qualità e box office, ad essere quindi autoriale e popolare allo stesso tempo. E’ possibile affermare con spavalda sicurezza che un libro tanto di nicchia possa in realtà essere pane per i denti di qualunque appassionato della settima arte?! Considerata l’influenza che il cinema cantonese ha avuto e sta avendo anche attualmente sull’intera cinematografia occidentale (i combattimenti di Matrix sono l’esempio che viene citato più spesso) e la curiosità generata dalle poche pellicole prodotte ad Hong Kong che passano il fittissimo filtro operato dalle case distributrici di casa nostra, la risposta non può essere che positiva. Un solo cruccio: per ovvi motivi editoriali (altrimenti la mole del libro sarebbe cresciuta a dismisura) il periodo preso in esame è limitato alla produzione hongkonghese degli ultimi 25 anni. Speriamo in un seguito che colmi questa lacuna. Non ci si faccia spaventare dal prezzo: il libro vale ogni singolo euro speso. Michelangelo Pasini |
AT THE HONG KONG MOVIES - 600 REVIEWS FROM 1988 TILL THE HANDOVER
Autori: Paul Fonoroff
Collana: -
| Indice: | Il voluminoso tomo è la raccolta degli articoli di Paul Fonoroff scritti sul South China Morning Post tra il 1988 e il 1997. E' la narrazione degli ultimi anni del cosiddetto ventennio d'oro del cinema di Hong Kong raccontata proiezione dopo proiezione, giorno dopo giorno, attraverso il commento a caldo di uno dei giornalisti più celebri della storia del cinema cantonese. Se At the Hong Kong movies è da una parte una vera e propria manna dal cielo per la quantità e la difficile reperibilità dei titoli analizzati, dall'altra delude sotto il profilo prettamente stilistico e contenutistico. E' sicuramente uno strumento fondamentale perchè spesso è l'unica risorsa (anche su internet è impossibile trovare giudizi e trame di molti film di cui Fonoroff parla nel libro) da cui attingere per avere informazioni su determinate pellicole prodotte ad Hong Kong tra il 1988 e il 1997. E' inoltre un prodotto che soffre dei vincoli imposti da un giornale generalista, non specializzato in cinema. Paul Fonoroff infatti scrive in modo semplice e diretto, ma anche poco approfondito e superficiale e spesso e volentieri gli accenni sulla trama del film analizzato diventano la parte più sostanziosa della recensione. Scrivere per il South China Morning Post, di contro, offre al critico la possibilità di abbandonarsi a considerazioni sociali che in altro tipo di pubblicazioni mancano completamente e che sono invece fondamentali per capire il cinema cantonese in un periodo critico e di transizione come quello pre-handover. Il giudizio che viene dato a molte delle pellicole recensite sembra affrettato, pregiudiziale ed è spesso poco condivisibile. Contraddizioni di un testo tanto fondamentale quanto discutibile. Brutta l'impaginazione e la grafica interna del libro. Michelangelo Pasini |