LUCHINO VISCONTI

Luchino Visconti, di Alessandro Bencivenni


Autori: Alessandro Bencivenni


Casa editrice:
Il Castoro, Milano, 1999


Collana:
Il Castoro Cinema


Pagine:
132


Formato:
15x16,5


Prezzo:
8,50€


Lingua:
Italiano

Indice:


Io, Luchino Visconti


Visconti, i film (e il teatro)

- Prime esperienze: Ossessione

- La terra trema

- Bellissima

- Siamo donne

- Senso

- Le notti bianche

- Rocco e i suoi fratelli

- Il lavoro

- Il gattopardo

- Vaghe stelle dell'Orsa

- La strega bruciata viva

- Lo straniero

- La caduta degli Dei

- Morte a Venezia

- Ludwig

- Gruppo di famiglia in un interno

- L'innocente

Teatrografia

Filmografia

Videografia

Note bibliografiche


I Castori, agili monografie dedicate ai pesi massimi del cinema istituzionale, mantengono da oltre trent'anni una medesima formula vincente: un ritratto di autore attraverso l'intreccio di biografia, filmografia e analisi di ogni film. Insomma, un ottimo primo passo per il lettore curioso che desidera approcciare un cineasta. Niente di più. Tranne, in rari e luminosi casi, in cui l'autore sfonda le barriere della serialità e decide di trasformare la struttura-Castoro in un'occasione per aprire nuove porte su territori ancora in ombra. Questo, però, non è il caso del Luchino Visconti di Alessandro Bencivenni: “il solito Castoro” in cui, stranamente, nemmeno la bibliografia è particolarmente ricca.
La biografia è ridotta ad una fitta serie di incontri, influenze ed amicizie. Un'attenzione particolare è riservata alla trama e alle costanti tematiche, facendo riaffiorare un Visconti realista qui e un Visconti decadente là in una caccia vagamente pretestuosa. Più genuina, invece, l'attenzione per gli elementi formali e stilistici. Meritevole di biasimo l'assordante assenza del Visconti di teatro, le cui regie vengono nominate en passant quasi fossero passaggi poco più che casuali.
Bencivenni, in compenso, si mostra a suo agio tra le letture e le influenze del cineasta, sopravvalutando tuttavia l'importanza di Gramsci e di D'Annunzio (utilizzati come numi tutelari di due fasi tagliate con l'accetta).
Chi conosce Visconti si troverà di fronte ad un ripasso piuttosto piatto. Per gli altri, il Castoro offre un'infarinatura che lascerà un vuoto da riempire. A cui, fortunatamente, penserà la prolifica letteratura su Visconti, in particolare Lino Miccichè.

Giuseppe Fidotta