QUENTIN TARANTINO - ASFALTO NERO E ACCIAIO ROSSO SANGUE

UENTIN TARANTINO - ASFALTO NERO E ACCIAIO ROSSO SANGUE, di Simona Brancati


Autori: Simona Brancati


Casa editrice: Le Mani, Genova, 2008


Collana : Extralights


Pagine:
190


Formato:
11,5x13,5


Prezzo:
12 €


Lingua:
Italiano

Indice:

Prefazione di Renato Venturelli


Il caso - Vita in pellicola


Sopralluogo nei dintorni del "post-moderno"


Metamorfosi di un omicidio


L'interrogatorio: realtà o 35 mm?

- L'alibi

- I complici del "pasticcio"


L'arma: la scrittura

- Lancette impazzite

- Architetture senza luoghi

- 7 note per uccidere

- Re Leone


I reperti

- Donne da osteria e amori al sangue

- Cavalieri pallidi

- Bagni "sporchi"

- Macinati iperreali


Filmografia


Bibliografia


Mi chiedo spesso: chiamato a scrivere su Quentin Tarantino, come mi comporterei? Priviligerei le prime pellicole, dalle quali il suo genio scaturisce prepotentemente, o mi getterei a punzecchiarlo per i nuovi lavori dove traspare il mago del marketing che è in lui e la sua genialità vira verso gli scomodi lidi della gigioneria? Questa domanda in realtà ne cela una molto più profonda, nascosta tra le pieghe del cinema di Tarantino e che si potrebbe riassumere nel dubbio di affrontare il regista con un'occhio da fan o con un atteggiamente prettamente critico. Ognuno di questi due approcci sarebbe limitativo nei confronti dell'altro aspetto del lavoro del regista pulp per eccellenza, che da sempre si destreggia tra i due mondi sopra delineati. Pare che anche Simona Brancati si sia fatta più o meno la stessa domanda prima e durante la stesura di questo testo. Dovessi riassumere il mio giudizio con una sola parola, definirei il libro in questione misurato. Nel senso che comincia parlando del "fenomeno Tarantino" analizzandolo ora con approccio socio-culturale, ora cantandone sperticamente le lodi, costruisce poi le schede di ogni singolo film non dimenticandosi di aneddoti divertenti, numeri e cifre curiose e rilevanti, ma infarcendo il tutto con una buona e puntuale dose di analisi filmica, dove le sequenze più celebri del cinema del Nostro sono smontate e contestualizzate. A chiudere il volume, una serie di brevi saggi che attraversano la filmografia di Tarantino trasversalmente. A ciò si aggiunga: una spruzzata di ironia in qua e in là (vedi titoli dei capitoli e sottocapitoli) e la lunghezza giusta per un libro del genere (finisce quando deve finire, non ammorba, non dimentica quasi niente nella sua intenzione di essere solo un tassello in un'analisi che deve per forza essere più ampia). Formato pocket, comodo e grazioso, e foto di altissima qualità che dividono in due il libro, fanno il resto.

Michelangelo Pasini