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DIETRO I NOSTRI OCCHI

DIETRO I NOSTRI OCCHI di Luc Dardenne


Autori: Luc Dardenne


Casa Editrice: Isbn, Milano, 2009


Collana:


Pagine: 336


Formato: 14x 22


Prezzo: € 16,50


Lingua: Italiano

Indice:

Dietro i nostri occhi (1991 - 2005)


Opere citate


Sceneggiature

- Il figlio

- L'enfant

- Il matrimonio di Lorna

Luc Dardenne è il fratello minore di Jean-Pierre. I fratelli Dardenne sono ormai una solidissima realtà del panorama cinematografico autoriale europeo. Le loro opere sono totalizzanti, nel senso che pongono lo spettatore davanti ad un bivio amore-odio a cui non si può sottrarre. Certamente i numeri ed i riconoscimenti stanno dalla loro parte: vincere nel giro di tre anni a Cannes prima la Palma d’oro con “L’enfant” (2005) poi il premio per la miglior sceneggiatura con “Il matrimonio di Lorna” (2008) non è affare di tutti i giorni.

Luc ha iniziato a tenere un diario nel periodo più buio della sua carriera cinematografica: a cavallo tra il 1991 e il 1992 esce “Je pense à vous”, un film poco riuscito che arriva a mettere in discussione l’intera struttura artistica e mentale dei fratelli Dardenne. “Cosa fare? Bisogna continuare a voler filmare? A fare dei film? Perché mai! Il brutto film che abbiamo appena girato dovrebbe guarirci definitivamente da questa illusione, da questa pretesa”. Luc teneva il diario pubblicato da ISBN da neanche un mese quando scrive queste parole, poche righe che descrivono sapientemente la situazione di tumulto interiore che lo sconvolgeva. E’ questa l’occasione migliore per appuntarsi idee, pensieri, letture e visioni quotidiane. E’ con questo spirito, critico, lacerato, dubbioso che inizia il diario che Luc Dardenne ha tenuto per quasi quindici anni e che si conclude, guardacaso, qualche mese prima dell’uscita, trionfante, di “L’enfant” nelle sale di tutto il mondo. Nelle sue pagine appunti, sensazioni, brevi e brevissimi scritti, piccole recensioni di film visti e di libri letti, parole che ci restituiscono il Luc Dardenne uomo e non solo uomo di cinema. Parole che, per stessa ammissione del regista, servono a migliorarsi, prima dal punto di vista umano poi dal punto di vista artistico.

La seconda parte del volume è dedicata, come già avveniva nell’edizione francese del volume intitolata “Au dos de nos images”, alle sceneggiature originali di “Il figlio”, “L’enfant” e “Il matrimonio di Lorna”, ultimi tre lungometraggi diretti dai fratelli Dardenne.


Un libro come questo è più un atto di amore e di coraggio che un’operazione commerciale. Perché se è vero che Luc e Jean-Pierre Dardenne sono diventati i paladini di un cinema europeo autoriale, di scrittura, che si oppone alle roboanti maestosità di Hollywood, e se è vero che le loro pellicole hanno ricevuto così tanti riconoscimenti in giro per il mondo, è anche vero che il loro cinema non è per nulla facile. Né da vedere, né, di conseguenza e a maggior ragione, da leggere. Per apprezzare completamente le parole del diario di Luc è necessario entrare in empatia con lui e per farlo è condizione necessaria, ma si badi bene non sufficiente, aver già metabolizzato le sue opere da regista. Non apprezzarle, ma per lo meno aver provato a dialogare con esse. Così come l’autore del diario ha voluto dialogare prima con sé stesso, nel momento della scrittura, poi con il suo pubblico nel momento della diffusione della sua opera più intima. Questo diario. Che raccoglie vita, cinema, letteratura, teatro, amore e disperazione.


Michelangelo Pasini

FUOCO! IL CINEMA DI GIAN VITTORIO BALDI

FUOCO! IL CINEMA DI GIAN VITTORIO BALDI di Roberto Chiesi


Autori: Roberto Chiesi


Casa Editrice: Edizioni Cineteca di Bologna, Bologna, 2009


Collana:


Pagine: 296


Formato: 15 x 21


Prezzo: € 18 (con incluso il dvd Fuoco!)


Lingua: Italiano

Indice:

Sommersi, assediati e perduti.

- Introduzione al cinema indipendente di Gian Vittorio Baldi


L'avventura di uno sperimentatore


Interviste 1962-2007

- La realtà senza il superfluo. Intervista di A. Labarthe e L. Marcorelles, “Cahiers du Cinéma”, n. 131, maggio 1962

- Come una ferita aperta. Intervista di A. Labarthe, “Cahiers du Cinéma”, n. 206, novembre 1968

- La ricerca continua. Intervista di Roberto Chiesi, maggio 2007


Sceneggiatura

Fuoco! (1968)


Racconti

La valle degli usignoli (1996)

La dama con la veletta (2006)


Lettere 1960-1982


Filmografia


Bibliografia

“Anomalo” e “marginale” sono gli aggettivi che ricorrono più di frequente tra le parecchie testimonianze sul cinema di Gian Vittorio Baldi, riemerse e riprese nel fondamentale saggio che Roberto Chiesi dedica al cineasta-produttore emiliano. “Ignorato” potrebbe seguire a ruota. Perché che Gian Vittorio Baldi sia una delle figure più prestigiose e innovative del nuovo cinema italiano è una verità nota a pochi, mentre il grande pubblico ricorda e venera soltanto le star (Bertolucci, Bellocchio, Olmi e compagnia cantante).
Eppure basterebbero soltanto i nomi degli autori che Baldi ha prodotto per farne un monumento vivente di una stagione cinematografica gloriosa: Pasolini, Straub e Huillet, Bresson, Nelo Risi, la Maraini, Godard, Mingozzi. Niente da fare. Così, tocca a Roberto Chiesi, critico immerso ormai da anni nel Centro Studi Pasolini a Bologna, fare da apripista in uno studio che arriva esattamente a sessant'anni dagli esordi del regista.
Dell'apripista il volume Fuoco! ha tutti i crismi: l'intenso ritratto di Baldi, infatti, è costruito tassello dopo tassello con i materiali più eterogenei, documenti disparati ed un gran numero di voci che non temono la cacofonia che, come nel caso di molte lettere e di entrambi i racconti, a volte si genera.
Ciò non intacca minimamente la qualità complessiva della fatica di Chiesi, un lavoro accuratamente costruito sull'accumulazione (di fonti, di punti di vista) che del cinema di Baldi riporta tutta la carica innovatrice. L'esempio migliore è la lunga biografia (L'avventura di uno sperimentatore) nella quale l'autore indaga il profilo autoriale, pubblico e privato di Baldi restituendone una figura di enorme fascino ed innegabile centralità nel panorama nazionale e non.
Al volume, di cui è doveroso segnalare anche la ricchezza iconografica e la bibliografia sterminata, è abbinato in dvd lo splendido Fuoco! (1968), una scelta che valorizza ancor di più la felice (e coraggiosa) operazione di promozione voluta dalla Cineteca di Bologna.


Giuseppe Fidotta


IL CINEMA COREANO CONTEMPORANEO - IDENTITA', CULTURA E POLITICA

IL CINEMA COREANO CONTEMPORANEO - IDENTITA', CULTURA E POLITICA di Hyangjin Lee


Autori: Hyangjin Lee



Casa editrice:
ObarraO Edizioni, Milano, 2006



Collana:
In - Asia



Pagine:
350



Formato:
13x21



Prezzo:
22,50 €



Lingua:
Italiano

Indice:

Elenco del immagini


Presentazione di Paolo Bertolin


Prefazione all'edizione italiana


Prefazione all'edizione originale


Il Cinema Coreano Contemporaneo


Introduzione


Creazione dell'identità nazionale

- Il cinema coreano durante il periodo coloniale giapponese

- Lo sviluppo del cinema nord-coreano

- Lo sviluppo del cinema sud-coreano


Generi sessuali e adattamenti cinematografici del racconto popolare Ch'hnhyangjon

- Le origini della Ch'unhyangjon

- Il significato della
Ch'unhyangjon nella storia del cinema coreano

- La figura di Ch'unhyangjon nei film sud-coreani

- La figura di Ch'unhyangjon nei film nord-coreani

- Ch'unhyangjon e le relazioni legate ai generi sessuali nella società coreana

- Classi sociali e valori tradizionali della famiglia nella Ch'unhyangjon


Identità nazionale e rappresentazione cinematografica della storia

- L'antimperialismo in tre film nord-coreani

- L'anticomunismo in tre film sud-coreani

- Famiglia e identità nazionale


Classi sociali e identità culturali nella Corea contemporanea

- I conflitti di classe in tre film nord-coreani

- La dinamica di classe in tre film sud-coreani

- Esperienza dei rapporti di classe e tradizione culturale


La Corea del Sud dal 1999: dalla divisione al movimento per l'unificazione

- La creazione di un blockbuster coreano

- La storia e la narrazione nei drammi centrati sulla divisione nazionale

- Una nazione-famiglia: "Posso chiamarti fratello?"

- Immaginazione cinematica, memoria e storia

- Da nemici a vittime e compagni: l'evoluzione dell'immagine dei nord-coreani


Conclusioni


Filmografia


Bibliografia


Indice analitico


Indice dei nomi e dei film

Quella coreana e' stata ed e' tutt ora una delle cinematografie più influenzate dalla travagliata storia politica che ha coinvolto la nazione negli ultimi cento anni. Hyangjin Lee sceglie quindi di scrivere un volume che non sia solamente una storia del cinema coreano (attenzione, il titolo e' fuorviante, il volume prende in analisi il cinema della Corea, del nord e del sud, fin dai suoi albori), ma che mostri come lo studio di 'identità, cultura e politica' sia imprescindibile non solo per analizzare le pellicole coreane, ma per apprendere i meccanismi che stanno alla base di tutta la produzione cinematografica del paese.
Grazie ad un'accurata selezione delle opere analizzate, dei modelli letterari a cui queste spesso si ispirano e airiferimenti storico-sociali sempre in primo piano, Hyangjin Lee guida anche il lettore meno esperto (a patto che questi si armi di pazienza e voglia di affrontare un libro per nulla semplice) attraverso cent' anni di cinema coreano, sottolineando di volta in volta la distanza tra le produzioni del nord e del sud, non esitando pero' a ricercare quegli elementi che rendono il cinema coreano in toto lo specchio del sogno degli abitanti di vedere finalmente una Corea unita.
Ai quattro capitoli dell edizione originale (il primo con un approccio più storico, il secondo, con il suo studio della rappresentazione del racconto Ch'unhyangjon, con un approccio trasversale ed interdisciplinare, il terzo e il quarto che analizzano le colonne portanti della societa' coreana attraverso la rappresentazione di queste nella settima arte) l'autrice integra, appositamente per l'edizione italiana, un capitolo dedicato al cinema coreano contemporaneo, post 1999, e agli anni nei quali, finalmente, anche l'occidente sembra essersi accorto di certi registi.
Indice analitico e bibliografia sterminata sembrano la ciliegina sulla torta di un volume estremamente curato anche sotto l'aspetto grafico (foto pero' in bianco e nero), che nonostante il prezzo un po' altino resta il volume più completo disponibile in italiano.

FUGHE DA HOLLYWOOD - I DIECI ANNI CHE SCONVOLSERO IL CINEMA AMERICANO

FUGHE DA HOLLYWOOD - I DIECI ANNI CHE SCONVOLSERO IL CINEMA AMERICANO di Simone Emiliani e Carlo Altinier


Autori: Simone Emiliani e Carlo Altinier



Casa editrice:
Le Mani Microart's, Genova, 2009



Collana:
Cinema



Pagine:
334



Formato:
14x21



Prezzo:
18 €



Lingua:
Italiano

Indice:

Introduzione


La metemorfosi: il libro e il documentario Easy Riders Raging Bulls

- Il documentario

- Prima della rivoluzione

- Il re della serie B

- Si spalancano le porte

- La libertà amico, è la cosa più importante

- L'uomo che sarebbe diventato re

- Easy Rider perde colpi

- L'ondata successiva

- I pazzi prendono il comando del manicomio

- La rivincita dei Nerds


Tieni l'azione, taglia il resto: Roger Corman

-
L'uomo che fuggì verso il futuro

- Altre anime cormaniane: Coppola, Bogdanovich, Scorsese


Underground Hollywood

- Il New American Cinema

- Il cinema che fuggì dal futuro

- Flaming Bodies, Fading Bodies


Strade senza ritorno: il road movie

- Le origini

- Ribelli senza causa

- On the road

- Gli inizi, da Roger Corman a Dennis Hopper

- Ritorno al passato

- Nel segno della velocità

- Criminali in fuga

- Contaminazione


Quel che resta della vecchia Hollywood

- I resti della Vecchia Hollywood

- Le mutazioni del tempo

- A metà strada

- Instabilità

- Dentro al nuovo cinema

- Ritorno dall'ombra


I nuovi autori e i nuovi divi

- Gli artefici del cambiamento

- Nuove inquitudini

- Europei ad Hollywood: un equilibrio delicato

- La nuova ondata

- I cineasti essenzialmente legati alla New Hollywood

- Altre figure

- I nuovi divi

- Attori dietro la macchina da presa


Malinconie metropolitane

- Fughe all'estero

- Le mille luci di New York

- Dall'esterno

- Oltre il passato

- Sulle strade del poliziesco

- Città-Stato: Rocky, Tutti gli uomini del Presidente e Provaci ancora Sam

- Le colline del desiderio: Hollywood/Los Angeles


Atmosfere, forme, generi

- Alla ricerca della libertà

- Fughe sonore

- La blaxploitation

- Viaggio nei generi tra classicismo e modernità


Bibliografia


Indice dei nomi e dei film

Erano gli anni in cui mostri sacri del calibro di Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, George Lucas e Brian De Palma, per citare i più celebri, e John Milius, Michael Cimino e Bob Rafelson, per scivolare nel meno conosciuto, muovevano i primi passi nel mondo della settima arte, chi sui set della factoru di Corman, chi facendo gavetta per il piccoo schermo, chi facendo dello studio e della frequentazione di aule universitarie e sale di cinema off la sua palestra prediletta. Il mondo stava cambiando, il Vietnam e la polemica che ne scaturì, scuoteva gli Stati Uniti, le rivolte studentesche del ’68 facevano altrettanto con l’Europa. Il cinema stesso stava cambiando pelle: da una parte non si poteva fare a meno di confrontarsi con la rivoluzione portata delle nouvelle vagues europee e dall’altra si bisognava fare i conti con la crisi, di idee e di pubblico, che già da qualche hanno aveva coinvolto la Hollywood che conta. Il talento e la rabbia di un pugno di giovanissimi cineasti nati tra la fine degli anni ’30 e la metà degli anni ’40 fecero il resto.

A Simone Emiliani e Carlo Altiniernon importa che la letteratura sulla New Hollywood sia così ampia ed approfondita: i due, anzi, forniscono una lettura del fenomeno che tiene conto di quanto scritto finora sull’argomento, organizzando fonti ed informazioni in un percorso che si allontana dall’approccio puramente critico per avvicinarsi ai più placidi e oggettivi lidi della storia del cinema. Partendo dall’analisi del libro e del documentario Easy Riders Raging Bulls, gettando quindi immeditamente il lettore in media res, gli autori compiono un viaggio che evita di cadere nel tranello di analizzare nello specifico le pellicole più importanti del genere, preferendo un taglio che studi le dinamiche produttive del nuovo cinema hollywoodiano e che approfondisca i rapporti che esso ha intrattenuto con tutto ciò che lo ha preceduto (dalle già citate nouvelle vagues europee all’underground cinema del periodo immeditamente precedente) e che intrattiene tutt’ora con il cinema moderno che è inevitabilmente influenzato dalle innovazioni portate dalla New Hollywood. Le questioni sociali che favoriscono la nascita di questo macro e meta genere sono lasciate sullo sfondo optando per un’analisi cinematografica che non faccia della sociologia la sua base fondante.

Fughe da Hollywood è un libro che non si fa spaventare dalla materia analizzata, che non ha paura di scendere nel dettaglio e di snocciolare nomi e cognomi non solo dei protagonisti ma anche dei comprimari, che non teme di sfondare il muro delle trecento pagine e che si aiuta nell’organizzazione del lavoro con un indice analitico estremamente curato.

Fughe da Hollywood parla del cinema che ha fatto grande la Hollywood degli anni ’70, che ha regalato agli spettatori film larghi, lunghi, grossi, grandi, come Il Padrino, Lo squalo, Taxi Driver, e per farlo capisce di dover adattarsi al linguaggio dell’arte che analizza: rimanere sempre estremamente intelleggibile, non scordando però dettagli e puntualizzazioni che possono fare la differenza.


Michelangelo Pasini