IL CINEMA EUROPEO

IL CINEMA EUROPEO, di Mariapia Comand e Roy Menarini


Autori: Mariapia Comand, Roy Menarini


Casa editrice:
Editori Laterza, 2006, Bari-Roma


Collana:
Biblioteca Universale Laterza


Pagine:
204



Formato:
14 x 21



Prezzo:
16 €



Lingua:
Italiano

Indice:

Prefazione, di Pierre Sorlin

1. L'identità e la tradizione
- Il cinema, l'identità
- Un cinema tradizionalmente europeo?
- Migrazioni dall'Europa all'America e ritorno

2. America, «americans» e americanate: Hollywood secondo gli europei
- L'immagine (mitizzata) del Nuovo Mondo
- Americanate

3. La forma realista: il cinema europeo e la sfida del reale
- Per un cinema della realtà
- Questo film parla di noi. Il realismo dei temi e dei contenuti
- Tra cinema e civiltà. Il realismo storicizzato
- La macchina della realtà. Il realismo del dispositivo
- Lo spazio vero. Il realismo del documentario

4. Dalla forma al concetto
- Per un cinema astratto, contro la realtà
- L'occhio e la linea. Le avanguardie storiche europee
- Dalle forme alla sinfonia. Il cinema urbano e la divulgazione moderna
- Le ombre della storia. L'espressionismo cinematografico tedesco.
- La costruzione del senso. La scuola del montaggio sovietico.
- Il linguaggio espanso. Le nuove avanguardie

5. L'onda del nuovo nel Vecchio Continente: nuovo cioè free, nouvelle, neuer, novo, novà
- Le rabbie cockney del Free Cinema
- I jeunes turcs della Nouvelle Vague
- L'onda del rinnovamento dell'Est: Nova Vlna e dintorni
- La Neue Welle tedesca: dal Giovane cinema tedesco al Nuovo cinema tedesco

6. Lo specchio del passato, lo spettro del presente: i generi autoctoni
- Commedia all'italiana: the dark side of the boom
- Whisky, tè e pappagalli: le eccentricità vittoriane delle commedie Ealing
- Abissi gotici: gli horror Hammer
- Nostalgie delle altezze perdute: gli Heimatfilme
- La mitologia del fallimento nel polar

7. Verso un modello ideale: i generi d'imitazione
- Il cinema che voleva essere altro
- Vamos a matar: il grande western italiano ed europeo
- Il regno della paura: horror e thriller
- Tra Alphaville e il paese dei balocchi. Fantascienza e tecnologia
- In cerca dei generi, anno zero

8. Poeta, artista, genio: l'autore nel cinema europeo
- Nel nome del padre. L'autore cinematografico e il film europeo
- Il silenzio di Dio e la voce dell'autore. Ingmar Bergman
- Il rigore dei gesti. Robert Bresson
- L'onirismo dei sensi. Federico Fellini
- L'autore come trasgressore. Pedro Almodòvar
- L'ego dell'autore. Nanni Moretti

9. Incontri, osmosi, simbiosi. Le coppie d'autori
- Gli inquietanti scenari espressionisti di Fritz Lang e Thea von Harbou
- Un movimento unico: Michel Carné e Jacques Prévert
- Come il caffè e il latte: il neorealismo di Cesare Zavattini e Vittorio De Sica
- The Archers. «Scritto, prodotto e diretto da Michael Powell e Emeric Pressburger»
- La scrittura surrealista di Luis Bunuel e Jean-Claude Carrière
- Krzysztof Piesiwicz e Krzysztof Kieslowki: la drammaturgia della realtà dentro i fili del telefono

10. Pubblico, industrie e utopie
- Fasti e primi nefasti
- Il silenzio è rotto: dal sonoro allo scoppio della guerra
- Dagli anni d'oro agi anni bui
- Nuovi scenari e vecchie utopie

Bibliografia generale

Indice dei nomi

Indice dei film


La questione è tanto antica quanto annosa: esiste, non soltanto in senso meramente geografico, un cinema che possa dirsi europeo? Oppure, si può obiettare, non è che un'invenzione storiografica o un ingranaggio produttivo da opporre al tetragono cinema made in USA?
Il duo Comand-Menarini, coppia d'assi del DAMS di Gorizia, si lascia poco sedurre – per la fortuna del lettore – da simili questioni, limitandosi ad un capitoletto iniziale che sbroglia sbrigativamente gli assunti teorici. Per i restanti nove capitoletti (di massimo quindici pagine) gli autori, come dichiarato nella nota d'apertura, inseguono “le linee invisibili attraverso cui l'identità europea prende forma attraverso il cinema o viene disegnata dagli stessi cineasti, dagli storici o dagli spettatori”. Una dichiarazione d'intenti che potrebbe scoraggiare, far temere una summa di cinema ed Europa virata verso l'accademismo più esasperante.
Invece, proprio al contrario, la ricerca delle linee invisibili ha come principio-guida la semplicità: dello stile, dei discorsi, dei contenuti, della struttura. Il lettore è condotto per mano nella grande casa del cinema europeo tramite un'esplorazione che non disdegna di frugare tra cantine stipate di cianfrusaglie (il cinema popolare) e vecchie stanze poco frequentate (il cinema dell'Est Europa).
Eppure proprio la semplicità e la leggerezza intaccano la qualità dell'opera che, pur evitando cadute di qualsiasi genere, non riesce ad essere molto di più di un'introduzione estremamente piacevole al cinema europeo. Così, coscienti dei limiti della loro creatura, i due autori hanno corredato ogni capitoletto con una bibliografia di riferimento divisa per argomenti.
La prefazione del prestigioso Pierre Sorlin ha più il sapore di una patente o di una benedizione: di per sé incolore, tocca dei punti che nel volume saranno superati ed approfonditi.
Caldamente consigliato ai novizi: alcune università lo hanno adottato per i corsi di storia del cinema.

Giuseppe Fidotta