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BRITISH RENAISSANCE - GIOVENTU', AMORE E RABBIA NEL CINEMA INGLESE DEGLI ANNI OTTANTA
![]() Autori: Emanuela Martini (a cura di) | Indice: Da una piccola isola Belle speranze I film della rassegna, a cura di Arturo Invernici Bibliografia, a cura di Roberto Manassero | British Renaissance è il titolo di una delle retrospettive che il Torino Film Festival, edizione numero ventisette, ha voluto dedicare ai suoi spettatori. Ma è soprattutto l’epiteto con cui vengono classificate una serie di pellicole inglesi che hanno fatto la loro comparsa tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta; è l’etichetta appiccicata su un (non)movimento e una (non)corrente cinematografica, giovane, ribelle, vitale e rabbiosa. A cavallo tra i due decenni registi come Neil Jordan, Peter Greenaway e Stephen Frears, talentuosi cineasti spesso al soldo delle televisioni britanniche, alzano il loro grido di protesta nei confronti dell’amministrazione conservatrice di Margaret Thatcher, creando un fiume di pellicole destinato prima di tutto a fare incetta di premi, poi, qualche anno più tardi, ad essere salutato come la rinascita del cinema inglese. Una retrospettiva, quella, che è ben conscia di non poter essere altro che un’introduzione al cinema dei sobborghi londinesi, accompagnata da un libro, questo, che ne segue i precetti: non più di un film per regista (fatte poche, dovute, eccezioni), per dare allo spettatore prima e al lettore poi una panoramica la più ampia possibile sul fenomeno, mettendolo nelle condizioni di sapersi muovere all’interno della rinascita, lasciandogli in bocca quella curiosità che lo guiderà poi ad un ulteriore approfondimento. Così sembra aver ragionato Emanuela Martini, curatrice sia della retrospettiva che del volume in questione. Aprono il libro decine di brevi scritti dei registi, pillole di pensiero che lette una dopo l’altra sembrano il manifesto di un (non)movimento mai nato e allo stesso tempo, quindi, mai morto. Poi oltre venti pagine di immagini pure, completamente incentrate sui protagonisti della British Renaissance: volti di operai, di alcolizzati, di giovani dalle belle speranze perdute, di sportivi, di punk e di ribelli. E poi i saggi, sette in tutto, come fulmini a squarciare le infinite sequenze di volti e situazioni che fanno bella mostra dalle foto, splendide, del volume: brevi e liberissimi scritti (si veda quello di Pier Maria Bocchi) che hanno come intento principale quello di fotografare un’epoca, un periodo, una realtà ed una società a cui i vari Frears e Greenaway si sono prima ispirati, poi ribellati. Come a dire che prima di parlare di questo cinema è necessario parlare di quell’Inghilterra. Solo una volta fatti propri certi scenari è possibile parlare e guardare le pellicole che li raccontano. Non è un caso quindi che il saggio di Emanuela Martini, il più cinematografico di tutti, sia posto a chiosa degli altri sei. Arturo Invernici, soltanto nelle ultimissime pagine, fornisce al lettore la traccia più completa: l’elenco di tutti i film presentati durante la retrospettiva, che poi altro non è che una ispirata cernita tra tutti i film (più di ottanta) che possono essere ascritti al filone. Il lettore è ora pronto per diventare uno spettatore: ha le basi storico-sociali e un elenco di ciò che dovrà vedere. Ad un libro del genere non si può chiedere veramente di più. Michelangelo Pasini |
Dario Stefanoni.
Giuseppe Fidotta. Splendido 21enne e spietato scacchista, viene invitato a partecipare a lunadicarta il giorno della sua laurea al DAMS ed accetta soltanto per poter vantarsi di aver ricevuto un lavoro il giorno della sua laurea al DAMS. Ha scoperto il cinema da spettatore in erba con James Bond, mentre da autore ha toccato le vette dell'arte cinematografica con un filmino girato per il compleanno della sua fidanzata e dopo ha deciso di scendere. La sua carriera da critico, invece, è meno sfolgorante e in questa sede cerca una rivincita. Ha progettato una radio, miliardi di film, centinaia di libri, un canale televisivo pirata, una rotatoria e un gioco di società. Finora è riuscito soltanto a smettere di fumare e a suicidare la sua identità su Facebook. La maggior parte delle persone che lo conosce lo ritiene serio, determinato e concreto.
Michael Guarneri. Statura medio-bassa, molto magro, carnagione chiara, capelli castani corti, occhi scuri, nessun segno particolare. Comme Belacqua (ou Sordello, je ne sais plus).
SETTE NOTE IN NERO DI LUCIO FULCI - VIAGGIO NEL CINEMA DELLA PRECOGNIZIONE E DEL TEMPO
Autori: Giovanni Modica
Collana: -
| Indice: Sinossi Scienza o leggenda? Parallelismi involuti Depistaggio su due fronti La fine... è nota Un film sul tempo avanti nei tempi Sette note in rapporto al cinema internazionale e a quello italiano Le musiche All'interno del filone Soluzioni registiche Dittico fulciano: due capolavori, due linee di poetica: la religiosità e il Tempo (Presunte) Ascendenze letterarie (Presunti) Crediti cinematografici Debiti mancati La lettera (i futuri multipli vs. il Destino) Gli interpreti di "Sette note in nero" Condizionamenti Visto con gli occhi di oggi Siena Storia produttiva Il soggetto La sceneggiatura La fotografia Il remake indiano Signore e signori... la Fulci's factory Curiosità Rassegna stampa d'epoca Crediti | Il libro di Giovanni Modica è un'opera davvero coraggiosa per almeno due motivi: prima di tutto dopo Il terrorista dei generi, il preziosissimo e insuperabile volume ad opera di Paolo Albiero e Giacomo Cacciatore, era lecito pensare che nessun altro in Italia si sarebbe dedicato al cinema di Lucio Fulci per almeno una decade; inoltre, un libro interamente dedicato all'analisi di un solo film, è materia alquanto complicata per un debutto come quello di Modica. Il libro in questione sviscera Sette note in nero sotto ogni suo aspetto: parte dalla ambigua definizione che ne viene data dalla critica (giallo, thriller o opera che unisce questi elementi a caratteristiche puramente fantasy?) per passare alla contestualizzazione della pellicola all'interno del cinema whodunit italiano ed internazionale, ed analizzarne successivamente il posto occupato all'interno dell'intera cinematografia di Lucio Fulci e poi soffermarsi su comparti più tecnici come musica, fotografia, regia e sceneggiatura. La passione dell'autore per il cinema del regista ed in particolare per l'opera che analizza nel libro traspare dalla strabordante quantità di elementi che riesce a rilevare e studiare all'interno di un unica pellicola. Il rovescio della medaglia è però un'analisi che spesso scade nel fanatismo: alcune posizioni di Giovanni Modica risultano totalizzanti e molto spesso le prove portate ad avvallare certe tesi risultano troppo forzate. Inoltre la tendenza a fornire al lettore fin troppi appigli testuali ha il sapore più di una dimostrazione scientifica che di un'analisi cinematografica. L'utilizzo strabordante di rimandi diegetici ha infatti di tanto in tanto il sapore di una excusatio non petita. L'autore, probabilmente conscio del rischio di scrivere un'opera pesante ed eccessivamente specifica, sfronda il suo linguaggio di ogni ridondanza e preferisce uno stile prettamente divulgativo, scadendo però in alcuni passaggi nel troppo colloquiale. Le interviste a Sergio Salvati, Dardano Sacchetti e Enesto Gastaldi, rispettivamente direttore della fotografia, sceneggiatore e soggettista del film hanno l'indiscusso pregio di essere pienamente centrate e di evitare la chiacchierata generale sul cinema di Lucio Fulci, in luogo di un approfondimento atto a sciogliere i pochi nodi di Sette note in nero che lo studio di Modica non è a sbrogliare. Michelangelo Pasini |
ASSOCIAZIONI IMPREVEDIBILI – IL CINEMA DI WALERIAN BOROWCZYK
![]() Autori: Alberto Pezzotta, (a cura di) | Indice: Introduzione, di Alberto Pezzotta Dopo Borò il diluvio, di Valerio Caprara Diseguale metodicamente, di Marina Pierro La filigrana polacca, di Pascal Vimenet Crepino gli artisti! Rituali d'amore. Mendiargues e Borowczyk, dalla pagina allo schermo, di Roberto Curti Borowczyk e le censure, di Alberto Pezzotta Rivedo Boro..., di Michael Levy Quattro interviste (e una dichiarazione), di Walerian Borowzyck Born in the Box. Intervista tardiva con Walerian Borowczyk, di Bertrand Mandico Filmografia, a cura di Alberto Pezzotta con la collaborazione di Federico Rossin e Roberto Curti Bibliografia essenziale Note sugli autori | La corposa e densa monografia curata da Pezzotta è stata pubblicata in occasione del Trieste Film Festival, dov'è stata dedicata una retrospettiva completa al maestro polacco. Il volume, elegantemente impaginato e illustrato, è strutturato in saggi di diversi autori che ben illuminano la duplice anima artistica di Boro, maestro d'animazione stop-motion negli anni '50 e '60 e raffinato interprete di un erotismo di evidente marca surrealista nei decenni successivi. Tra i contributi è particolarmente interessante l'intervento di Federico Rossin, che analizza nel dettaglio la produzione d'animazione con precisione storica e grande ricchezza di riferimenti iconografici, sempre appropriati e ficcanti nella loro trasversalità (si va dalle “cine-tassonomie” di Greenaway alle immagini “ciselées” dei lettristi, da Svankmajer a Hollis Frampton). Imprescindibile poi la parte dedicata alle interviste, con un lungo e illuminante entretien con Rivette e una divertita schermaglia sul tema della censura tratta dalle pagine de L'Europeo; molto curata anche la filmografia, dove spiccano tra le critiche dell'epoca le parole appassionate di Alberto Moravia. Il volume, dal prezzo forse leggermente eccessivo, vanta infine un prezioso apparato iconografico a colori di 16 pagine, rivolto, e questo è un peccato, unicamente alle sue opere extracinematografiche: dipinti, sculture, illustrazioni, collages e manifesti. Dario Stefanoni |
UNDERGROUND E TRASGRESSIONE – IL CINEMA DELL'ALTRA AMERICA IN DUE GENERAZIONI
![]() Autori: Antonio Tedesco | Indice: Introduzione Parte prima - Brevi note sul Cinema Underground Parte seconda - Il cinema di Andy Warhol Parte terza - Le idee Conclusioni Filmografie Riferimenti bibliografici Videografia Webgrafia | Un innegabile silenzio critico avvolge ancor'oggi il Cinema della Trasgressione, delirante fucina creativa attorno cui si raccolse una piccola ma ostinata genìa di filmmakers che agitava la New York degli anni '80, tra nichilismo avantgarde, collerico pastiche di generi poco rispettabili (porno e splatter su tutti) e consapevolezza arty d'ascendenza warholiana. Il saggio di Antonio Tedesco, insieme alla serie di vhs e dvd curata da Bruno di Marino per Rarovideo, rappresenta uno dei pochissimi tentativi della critica italiana di ripercorrere quegli anni. Tedesco, già autore di due monografie su Tarantino e Zemeckis, è interessato soprattutto a raccontarne il contesto culturale e le affinità con le precedenti avanguardie d'oltreoceano, dal New American Cinema al cinema pop di Warhol. E se la prima metà del libro è difatti dedicata alla poetica warholiana, già celeberrima, più oltre si approfondisce l'opera dei soli Kern e Zedd, dimenticando i molti protagonisti minori della factory trasgressiva (Tommy Turner, David Wojnarowicz, Beth B, Jon Moritsugu..). Per questi motivi, Underground e trasgressione è indicato soprattutto per il neofita, in quanto guida introduttiva scorrevole e sintetica, resa agevole dal formato tascabile e da venti illustrazioni in bianco e nero. Per una lettura più approfondita, si rimanda invece a Deathtripping di Jack Sargeant (1995), che sull'argomento rimane ancora il riferimento bibliografico più esauriente. Dario Stefanoni |
IL WESTERN ALL'ITALIANA
![]() Autori: Alberto Castagna, Maurizio Cesare | Indice: Prefazione, di Christopher Frayiling Introduzione, di Alberto Castagna, Maurizio Cesare Graziosi Go... western!, di Maurizio Cesare Graziosi Suonala ancora, Ramòn, di Sergio Bassetti Il western all'italiana - Le immagini Apparati | 250 film, "cioè più della metà di quelli prodotti" recita l'introduzione, raccontati per immagini in rigoroso ordine cronologico: locandine, fotobuste, foto di scena, ma anche copertine dei dischi delle colonne sonore dei film, e, come se non bastasse, momenti di vita vissuta dai protagonisti degli spaghetti western (celebre quella scattata nel 1939 nella 5a elementare frequentata dal duetto Leone-Morricone). Immagini a colori ein bianco e nero che restituiscono il fermento creato dal genere non solo in Italia ma nei cinema di mezzo mondo: particolarmente interessante è la ricerca iconografica operata per proporre al lettore il materiale promozionale distribuito nei paesi coproduttori di tante pellicole, nello specifico Spagna, Turchi,a Messico, etc. Nelle prime trenta pagine del volume una versione in pillole della genesi e dell'esplosione del fenomeno del western all'italiana, raccontata analizzando il lascito di Per un pugno di dollari, pellicola capostipite del genere. In questo caso l'approccio è decisamente divulgativo ed elementare. Ottimo lavoro ma solo per completisti. Michelangelo Pasini |
SPARATE SUL REGISTA! - PERSONAGGI E STORIA DEL CINEMA DI EXPLOITATION
Autore: Alberto Farina | Indice: Due o tre parole sulla cosiddetta “exploitation” di Samuel L. Bronkowitz Introduzione Ed Wood, “il peggiore regista del mondo” Renè Cardona padre e figlio Herschell Gordon Lewis, “il guru del gore” Quella faccia di bronzo di Archie Hall Ted V. Mikels, il signore del castello Jesus Franco, il più prolifico regista vivente Roger Corman produttore, “papa del pulp popolare” Al Adamson, pioniere del riciclaggio John Waters, l'estetica del repellente Fred Olen Ray, verso la modernità Charles Band e l'Empire Entertainment La saga dei pomodori assassini Jim Wynorski, donne e soldi Troma, spazzatura d.o.c. Joe D'Amato, il caso italiano Videografia | Appassionata ed esaustiva panoramica del so bad it's good in celluloide, Sparate sul regista! scandaglia più di quarant'anni di cinema di exploitation, illuminando (dis)avventure e filmografie dei maestri della serie Z, da William Castle sino agli epigoni straight-to-video dei nostri giorni. Ex-collaboratore di Mad Movies e tra i massimi esegeti italiani di John Landis (è autore del Castorino dedicato al maestro, nonché suo assistente di produzione per The Stupids e Blues Brother 2000), Farina indaga soprattutto le loro deliranti traversie produttive, gli ingegnosi stratagemmi pubblicitari (imprescindibile lo spassoso capitolo dedicato ai gimmicks) e la concezione del cinema insieme disincantata e naif. Il libro predilige un tono leggero e ironico e dedica molto spazio all'aneddotica dei diretti interessati, di cui riporta commenti e stralci da interviste, senza d'altra parte dimenticare un quadro filmografico puntuale e approfondito. Arricchito da oltre sessanta illustrazioni, il volume è impreziosito da una breve intervista a Joe D'Amato e da un intervento-cammeo di Samuel L. Bronkowitz, il fantomatico produttore di The Kentucky Fried Movie di Landis. Dario Stefanoni |
LANTERNA MAGICA- L’AUTOBIOGRAFIA DEL MAESTRO DEL CINEMA
![]() Autori: Ingmar Bergman | Indice: Non presente | L’autobiografia di Ingmar Bergman, scritta dal regista nel 1986, è una miniera di informazioni di grande interesse per chiunque voglia approfondire la sua visione della vita e del cinema. Da una parte infatti l’autore indulge in lunghi, nostalgici, racconti della sua infanzia (rievocata con una memoria a dir poco impressionante), e che mostrano molte assonanze con quanto Bergman scriverà nelle sue sceneggiature; dall’altra il regista descrive alcuni momenti della sua vita privata, spesso dolorosi se non addirittura umilianti. Bergman è sincero, impietoso e non sembra per nulla interessato ad apparire una persona migliore di quanto fosse in realtà: sia quando narra dei rapporti con gli elementi delle sue troupe, che quando entra nei dettagli della sua tempestosa vita familiare. Dagli scontri col padre, pastore autoritario e spesso anche violento, al rapporto con i nove figli, avuti da cinque donne diverse e citati nel libro solo raramente ed in modo generico; il che lascia intendere che forse il regista non sia stato un padre migliore di quello che gli era toccato in sorte. Leggendo i ricordi di quand’era bambino nella casa della nonna circondato dai parenti in occasione di qualche festività, è praticamente impossibile non pensare a Fanny & Alexander, il film forse più esplicitamente autobiografico del regista, in cui convivono felicemente realtà vera e realtà romanzata. Molto spazio è dedicato alla vicenda giudiziaria che Bergman dovette affrontare per motivi fiscali nel 1976 e che costò al regista un forte esaurimento nervoso, oltre che un sostanziale esilio dalla Svezia durato qualche anno. Il libro riesce ad essere interessante sia quando parla del passato più recente che quando si tuffa nei ricordi d’infanzia degli anni ’20 e ’30, grazie soprattutto alla qualità che più di tutte va riconosciuta a Bergman, quella di essere un grandissimo narratore. Andrea Martinenghi |
OPERAZIONE PAURA - I REGISTI DEL GOTICO ITALIANO
Autori: Antonio Bruschini, Antonio Tentori
Collana: Punto Movies
| Indice: Mario Bava, Profondo gotico Antonio Margheriti, Perversioni fatali Dario Argento, Terrore assoluto Lucio Fulci, Macabra poesia Pupi Avati, Paura padana Lamberto Bava, Maschere demoniache Aristide Massaccesi, Delirio no limits Michele Soavi, Orrori visionari E tutti gli altri, Fantasie nere Filmografia essenziale | Operazione Paura, è un libro che, insieme a Spaghetti Nightmares, gode di uno status di culto tra gli appassionati di cinema horror italiano anni '70. Il libro in questione è quanto di più essenziale e meno dispersivo si possa immaginare: prende in esame i registi fondamentali della fiorente epoca del gotico italiano fornendo per ognuno di loro una breve biografia e una carrellata di recensioni sui film horror che li hanno resi celebri all'interno del fortunato genere. Le schede dei film danno la precedenza alla trama e ad un commento che ha una venatura molto più storica e aneddotica (anche se si rimane sui binari del poco approfondito) che critica e analitica. Un lavoro interessante per il neofita, di agevole lettura, inserito in un'impaginazione che riprende il carattere ludico del testo e condito da molte immagini che rimandano immediatamente al clima, splatter e morboso, che si respira nelle pellicole di Mario Bava, Luci Fulci e Dario Argento. Difficile reperire il volume nei canali delle librerie, ormai fuori catalogo ovunque. |
LA VISIONE NEGATA - IL CINEMA DI MICHAEL HANEKE
Autori: Fabrizio Fogliato
Collana: Viaggio in Italia
| Indice: Capitolo primo: La visione negata Capitolo secondo: Michael Haneke Capitolo terzo: La trilogia glaciale Capitolo quarto: Der Siebente Kontinent Capitolo quinto: Benny's Video Capitolo sesto: Die rebellion Capitolo settimo: 71 Fragmente einer chronologie des zuffals Capitolo ottavo: Dass schloss Capitolo nono: Funny Games: l'archetipo della crudeltà Capitolo decimo: Funny Games Capitolo undicesimo: Code inconnu Capitolo dodicesimo: La pianiste Capitolo tredicesimo: Le temps de loup Capitolo quattordicesimo: Caché Capitolo quindicesimo: Funny Games U.S Capitolo sedicesimo: Leahcim Ekenah Note al testo Io, Haneke - Scritti d'autore e interviste Io, Haneke - Interviste Nota biografica Filmografia Bibliografia | Dieci anni e 5 film dopo, finalmente, la letteratura italiana su Michael Haneke viene aggiornata; tanto è passato tra Michael Haneke (a cura di A. Howath e G. Spagnoletti, edito da Lindau) e questo nuovo volume che Fabrizio Fogliato ha voluto dedicare al regista. Tanta attesa è però stata premiata: l'impressione più immediata una volta terminato La visione negata è la vastità degli argomenti trattati in relazione al numero di pagine in cui viene fatto. Al lettore rimane inconcepibile l'immensa quantità di materiale analizzato dall'autore, che non solo tratta uno ad uno tutti i film del regista concentrando la propria attenzione sulla volontà di Haneke di scardinare gli schemi borghesi precostituiti, non attraverso la facile provocazione o il consumo della violenza, ma utilizzando e stravolgendo, in primis, il concetto di tempo e di "nero" con modalità proprie e nuove, ma trova lo spazio per una, necessaria, premessa storica e biografica, per la pubblicazione di un paio di saggi di Haneke stesso e per non una ma tre interviste finali. Particolarmente interessante l'uso delle citazioni e dei riferimenti bibliografici da parte di Fabrizio Fogliato: quasi sempre durante l'intera lunghezza del testo le analisi più profonde sulla poetica di Haneke scaturiscono da frasi del regista stesso o da stralci di articoli già editi in libri e riviste straniere, come se l'autore volesse cercare un accreditamento attraverso queste fonti, come se volesse giocare in difesa. Ma tale ragionamento viene più volte smentito dalle prese di posizione piuttosto secche e di tanto in tanto ardite, che fanno di Fogliato un critico tutt'altro che abbottonato, e anzi attento a cogliere ogni sfumatura nel linguaggio di Michael Haneke, anche a costo di sovvertire alcune tesi preestitenti (vedi la confutazione della tanto decantata uguaglianza tra le due versioni di Funny Games in favore di uno spostamento di significato che inizia proprio dal cambiamento di location e dallo scarto temporale tra una pellicola e l'altra). La sua scrittura risulta così il perfetto punto di incontro tra analisi del film e studio filologico sulle fonti (non solo cartacee, ma anche interviste online e extra dei dvd). Unici nei in tanta perfezione: foto non sempre di qualità impeccabile e impaginazione poco accattivante. Michelangelo Pasini |
99 DONNE - STELLE E STELLINE DEL CINEMA ITALIANO
Autori: Davide Pulici, Manlio Gomarasca (a cura di) | Indice: Parte 1: Viste da noi - Patrizia Adiutori, Janet Agreen, Laura Antonelli, Ewa Aulin, Tina Aumont, Femi Benussi, Daniela Bianchi, Tini Cansino, Anna Maria Clementi, Fabienne Dalì, Marzia Damon, Ria De Simone, Silvia Dionisio, Sofia Dionisio, Eleonora Fani, Edwige Fenech, Dirce Funari, Laura Gemser, Mariangela Giordano, Eleonora Giorgi, Anna Rita Grapputo, Gloria Guida, Annabella Incontrera, Dagmar Lassander, Cindy Leadbetter, Barbara Magnolfi, Katherine MacCall, Cinzia MOnreale, Paola Morra, Ornella Muti, Ivana Novak, Loredana Nusciak, Ines Pellegrini, Brigitte Petronio, Annamaria Rizzoli, Carmen Russo, Antonia Santilli, Therese Ann Savoy, Karin Schubert, Paola Senatore, Brigitte Skay, Simonetta Stefanelli, Elena Veronese, Patrizia Webley, Laura Wendel, Zigi Zanger Parte 2: Viste da loro - Annie Belle, Erika Blanc, Barbara Bouchet, Helene Chanel, Orchidea De Sanctis, Daniela Giordano, Gabriella Giorgelli, Patrizia Gori, Zora Kerowa, Malisa Longo, Jessica Moore, Rosalba Neri, Rita Silva, Jenny Tamburi, Carmen Villani, Monika Zanchi Parte 3: Viste dagli altri Parte 4: English Session - Annie Belle, Erika Blanc, Barbara Bouchet, Helene Chanel, Orchidea De Sanctis, Daniela Giordano, Gabriella Giorgelli, Patrizia Gori, Zora Kerowa, Malisa Longo, Jessica Moore, Rosalba Neri, Rita Silva, Jenny Tamburi, Carmen Villani, Monika Zanchi
Bibliografia | Quanto hanno contribuito il seno di Edwige Fenech, il sedere di Nadia Cassini e il corpo statuario di Laura Gemser a costruire il successo del cinema di genere italiano nell'epoca d'oro tra gli anni '60 e gli anni '80? Manlio Gomarasca e Davide Pulici, fondatori di Nocturno Cinema, se lo sono chiesti così tante volte da appassionarsi non solo alle nudità di queste starlette, ma al loro essere prima donne poi attrici. E' dai dati, dalle impressioni, dalle curiosità e dagli scritti raccolti in una vita che nasce 99 Donne, un inno non solamente alla bellezza delle dive e divette del nostro cinema che fu, ma ad una passione che va ben oltre il vouyerismo per cotanta grazia. Un libro importante non solo per i contenuti ma anche per le dimensioni: non certo tascabile, il volume si articola in tre sezioni principali ed una quarta che non è altro che la riproposizione in lingua inglese di una delle precedenti. Pulici e Gomarasca dedicano il primo capitolo alle biografie di un gran numero di ninfette, scritte in totale libertà, senza schemi precostituiti, brevi riassunti di vita fatti di citazioni, sensazioni, ricordi, film e aneddoti. Il secondo capitolo, intitolato Viste da loro, raccoglie una quindicina di interviste ad altrettante bellezze, che oltre a calmierare la sete di curiosità dell'appassionato e del filologo fungono da cartina tornasole dell'amara realtà con cui le varie Annie Belle, Paola Senatore, etc, dovevano fare i conti ogni giorni; dalle loro risposte, libere perchè ormai temporalmente lontane da quel periodo, emerge un quadro tutt'altro che gratificante del dietro le quinte romano dell'epoca, un mondo fatto di droga, sfruttamento, corruzione e, perchè no, prostituzione. Non che sia una novità, ma 99 Donne riesce a far trasparire, tra un racconto divertente e l'altro, tra un aneddoto e una curiosità sul film, il regista o la location, anche l'anima più oscura dell'universo della settima arte italiana negli anni Settanta. A chiudere la sezione in italiano le interviste a Tinto Brass e Fernando Di Leo, registi che nell'arco di una carriera hanno avuto a che fare plurime volte con gran parte delle dive citate nel volume. La English Version del libro è la traduzione degli ultimi due capitoli, epurata da foto e impaginazione elegante. Foto in bianco e nero ma nitide e di buona qualità. Le dimensioni del volume ne favoriscono la pubblicazione in grandi dimensioni. Michelangelo Pasini |
PATRICK TAM: DAL CUORE DELLA NEW WAVE
Autori: Alberto Pezzotta (a cura di) | Indice: Saggi Testimonianze Scritti di Patrick Tam Filmografia: televisione Filmografia: cinema Collaborazioni e altro Bibliografia | Udine Far East Film Festival non è solo una manifestazione imprescindibile per ogni appassionato di cinema orientale, ma è anche un'occasione unica per lo studio di autori che troppo spesso sono rimasti incastrati, almeno in Italia, nelle pieghe della distribuzione da sempre orientata solo al mainstream. Per questo la retrospettiva dedicata a Patrick Tam dall'evento udinese non ha solo un valore qualitativo e di ricerca, ma è sintomo che anche nella nostra penisola il fermento culturale è ancora molto attivo, basta lasciarlo sfogare, agire. Il libro, che accompagna l'omaggio tributato ad uno dei registi imprescindibili della new wave cantonese e curato da Alberto Pezzotta è costellato di foto e sequenze di fotogrammi che, una volta ogni tanto, non hanno solamente funzione di contorno o puramente estetica, ma sono parte integrante del volume in questione. Coerentemente con la poetica di Patrick Tam, da sempre un cultore del cinema come immagine, Alberto Pezzotta analizza l'opera omnia del regista cantonese dal punto di vista del linguaggio filmico e della tecnica cinematografica come pilastro fondante di una visione personale ed appassionata della (propria) settima arte. Per questo i saggi e le interviste ad opera dei vari collaboratori del volume suonano molto spesso come un vero e proprio commento all'immagine, un'analisi del cinema di Tam certamente come corpus unico, ma anche come insieme di fotogrammi certosinamente studiati uno ad uno. Vietato però pensare che ad un approccio tanto tecnico corrisponda un'inevitabile pesantezza nella lettura, che anzi risulta poco monotona, complice anche la pluralità di voci coinvolte dal sagace curatore del volume. Interessanti in questo senso anche le recensioni riportate nel libro, traduzioni da articoli in cantonese usciti a suo tempo sulla stampa di Hong Kong. Libro in italiano con traduzione inglese a fronte, anche per questo abbastanza voluminoso. Prima pubblicazione completamente dedicata a Patrick Tam. Michelangelo Pasini |
THE INGMAR BERGMAN ARCHIVES
Autori: Paul Duncan, Bengt Wanselius Casa editrice: Taschen, Colonia, 2008 Collana: - Pagine: 592 Formato: 30x41 Prezzo: 150€ Lingua: Inglese Note: Comprende un dvd della durata di 110' e una striscia di fotogrammi tratta da Fanny & Alexander | Indice: Chapter 5: Mysteries Part 2: Part 3: Part 4: | Un volume impressionante, che raccoglie una titanica mole di informazioni su tutta l’opera bergmaniana. Onore a quelli della Taschen, che già avevano dedicato uno sforzo simile per l’analogo libro su Stanley Kubrick, edito nel 2005. Iniziamo col dire che in quest’opera vengono approfonditi a dovere tutti i film del regista svedese, anche quelli meno noti, con tanto di recensioni d’epoca, interviste e moltissime fotografie (complessivamente sono più di mille). Si parte dalle primissime collaborazioni (come quella per Tormento, film scritto da Bergman ma girato dal più esperto Alf Sjoberg) per arrivare agli ultimi lavori girati direttamente per la televisione svedese. Gli scatti sono spesso inediti e proposti al pubblico per la prima volta in assoluto, raccolti dai due autori nell’archivio personale del regista: possiamo quindi trovare foto di provini agli attori, scatti presi dietro le quinte durante la lavorazione dei vari film, disegni, bozzetti, locandine, pagine tratte da sceneggiature originali e così via. Fin troppo alto il rischio di perdersi, vista l’incredibile ricchezza di dati messi a disposizione: ma è un vero piacere anche solo sfogliarlo, questo grosso librone, lasciandosi rapire dalle immagini. Peccato solo che le sue dimensioni non consentano di tenerlo agevolmente tra le mani, visto che si tratta di una sorta di parallelepipedo di circa 40 centimetri per 30, di quasi 600 pagine e soprattutto del peso di quasi 7 chili. Purtroppo anche il prezzo è in linea con le dimensioni (150 euro, di listino) ma nonostante tutto non mi sentirei di definirlo troppo alto: il lavoro svolto da Paul Duncan e Bengt Wanselius (quest’ultimo ha girato anche il dietro le quinte del film The Image Maker, presente nel dvd allegato al volume) ha davvero del mostruoso, e non c’è un singolo aspetto (impaginazione, posizionamento delle fotografie, numero delle interviste) che non si possa definire impeccabile. Senza contare che molte delle interviste presenti non erano mai state pubblicate fuori dalla Svezia, e con la traduzione (in inglese, ovviamente) diventano finalmente disponibili per un pubblico più ampio. Oltre al dvd, come ulteriore bonus la Taschen ha allegato ad ogni copia del libro una striscia presa dal negativo di una copia di Fanny & Alexander: senz’altro un bel pensiero, anche se forse si entra quasi in una dimensione feticista. Ad ogni buon conto, questo The Ingmar Bergman Archives è un libro che –prezzo permettendo- non può mancare nella libreria di ogni vero appassionato del regista. Andrea Martinenghi |
VIZIETTI ALL'ITALIANA - L'EPOCA D'ORO DELLA COMMEDIA SEXY
Autori: Marco Bertolino, Ettore Ridola (con la partecipazione di Luca Rea e Riccardo Esposito | Indice: Questione di pelo Decametorici e Storici Militari Scolastici Iniziazioni sessuali Intrighi familiari Pochade all'italiana Commedie a episodi I tesori nascosti I protagonisti Le meraviglie di Frontoni Le protagoniste | A cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta gli italiavano si sollazzavano, cinematograficamente parlando, con le bellezze ritratte nelle cosiddette commedie sexy, un genere che ha saputo giocare con i suoi stereotipi, ma è riuscito anche a rinnovarsi creando tantissimi nuovi filoni che hanno contribuito a farne la fortuna per così tanti anni. Per seguire questa evoluzione in sottogeneri, ognuno con determinate coordinate e caratteristiche, Marco Bertolino e Ettore Ridola rifiutano la panoramica generale sulla commedia sexy, preferendo addentrarsi di volta in volta sui Decamerotici, sugli Scolastici o ancora sulle Commedie a episodi: in ogni capitolo vengono presentati vengono presentati praticamente tutti i film che fanno parte di quel determinato filone, con una breve recensione che si compone di trama e commento critico che per impostazione e scrittura riesce ad essere sempre leggero e vivace, in linea con gli argomenti trattati, ma non scade mai nella volgarità come è accaduto in altri casi simili. Mentre questa prima parte dedicata alle recensioni ed ai film non è nè realmente approfondita nè troppo accattivamente, la seconda, dedicata ad attori ed attrici, vero e proprio fulcro attorno al quale ruota la commedia sexy all'italiana, è il centro nevralgico del libro. Da una parte abbiamo lunghi botta e risposta con gli istrioni comici delle pellicole (da Lino Banfi a Renzo Montagnani passando per Gianfranco D'Angelo) e dall'altra abbiamo i profili delle dive e divette che si spogliavano ad ogni piè sospinto, con tanto di breve biografia, filmografia selezionata e selezione di foto. Se per impostazione e contenuti il libro appare ora un po' datato, la sua confezione e l'aspetto esteriore rimangono a testimonianza dell'importante lavoro che c'è stato a monte: carta patinata a grana grossa, centinaia di foto e locandine in bianco e nero ed un capitolo a colori dedicato esclusivamente ai ritratti delle discinte protagoniste sono tratti distintivi della qualità che ha contraddistinto la rivista Amarcord (che promuove questo libro) durante tutti gli anni di attività. Ora fuori catalogo, il libro rimane un oggetto interessante da cercare nei mercatini dell'usato. |
100 BOLLYWOOD FILMS
![]() Autori: Rachel Dwyer | Indice: Acknowledgments Introduction Film reviews Index | Non sempre ha senso un libro che riassuma la cinematografia di un paese o di un genere in un numero limitato di film (100 in questo caso), ma nel caso di Bollywood questa operazione ha più senso di quanto si possa immaginare. Spesso infatti chi vuole avvicinarsi al cinema indiano (è bene sottolinearlo, il libro tratta solo cinema in lingua Hindi e Urdu, quello prodotto a Mumbai appunto) è frenato dalla mole di titoli con cui si trova a dover fare i conti. E' qui che il lavoro di Rachel Dwyer si rivela utilissimo: qualcuno ha già fatto il lavoro per noi, ha costruito un percorso critico e storico che sia il più possibile lo specchio di quello che è (stato) il cinema indiano. Difficile discutere la selezione delle pellicole, un lavoro forse troppo personale per essere oggettivato; stupisce però la mancanza di Dil Se tra le opere citate. La struttura di ogni recensione è ideale: breve introduzione al film, trama (quasi mai troppo lunga), commento critico che privilegia l'aspetto musicale e spettacolare del film, contestualizzazione storico-sociale della pellicola e del suo regista. Essenziali i credits riportati. Foto in bianco e nero senza infamia e senza lode. Michelangelo Pasini |
INTERVISTA A DARIO ARGENTO – L’OCCHIO CHE UCCIDE
![]() Autori: Fabio Maiello | Indice: As american as apple pie Clockwork oranges, deep throats The film posters Index of the film titles | Non cambia la formula di questa serie di volumi edita da Evergreen-Taschen: testo pari a zero (fatto salvo per due paginette di introduzione), centinaia di locandine e manifesti della decade trattata dal libro. Non cambia neanche l'attidudine dei selezionatori del materiale che, con pochissime eccezioni, propongono sicuramente il meglio cinematografico del periodo, ma nel farlo si limitano ai soli Stati Uniti. Eccezionale anche in questo caso però delle iconografie più rare e bizzarre, provenienti dai paesi più disparati. In questo volume Taxi Driver, Lo squalo, L'esorcista, Il padrino, Ultimo tango a parigi, pellicole intramontabili raccontate con le locandine, talvolta stupende, altre completamente folli, che tappezzavano non solo gli Usa, ma anche Polonia, Hong Kong, Italia, Germania, Russia, Repubblica Ceca. Serie da molti considerata alla stregua di una bella idea regalo. |
L’ECCESSO DELLA VISIONE – IL CINEMA DI DARIO ARGENTO
![]() Autori: Giulia Carluccio, Giacomo Manzoli, Roy Menarini (a cura di) | Indice: As american as apple pie Clockwork oranges, deep throats The film posters Index of the film titles | Non cambia la formula di questa serie di volumi edita da Evergreen-Taschen: testo pari a zero (fatto salvo per due paginette di introduzione), centinaia di locandine e manifesti della decade trattata dal libro. Non cambia neanche l'attidudine dei selezionatori del materiale che, con pochissime eccezioni, propongono sicuramente il meglio cinematografico del periodo, ma nel farlo si limitano ai soli Stati Uniti. Eccezionale anche in questo caso però delle iconografie più rare e bizzarre, provenienti dai paesi più disparati. In questo volume Taxi Driver, Lo squalo, L'esorcista, Il padrino, Ultimo tango a parigi, pellicole intramontabili raccontate con le locandine, talvolta stupende, altre completamente folli, che tappezzavano non solo gli Usa, ma anche Polonia, Hong Kong, Italia, Germania, Russia, Repubblica Ceca. Serie da molti considerata alla stregua di una bella idea regalo. |
FILM POSTERS OF THE 70s - THE ESSENTIAL MOVIES OF THE DECADE
![]() Autori: Tony Nourmand, Graham Marsh | Indice: As american as apple pie Clockwork oranges, deep throats The film posters Index of the film titles | Non cambia la formula di questa serie di volumi edita da Evergreen-Taschen: testo pari a zero (fatto salvo per due paginette di introduzione) per lasciare spazio a centinaia di locandine e manifesti della decade trattata dal libro. Non cambia neanche l'attitudine dei selezionatori del materiale che, con pochissime eccezioni, propongono sicuramente il meglio cinematografico del periodo, ma nel farlo si limitano ai soli Stati Uniti. In questo volume Taxi Driver, Lo squalo, L'esorcista, Il padrino, Ultimo tango a parigi, pellicole intramontabili raccontate con le locandine, talvolta stupende, altre completamente folli, che tappezzavano non solo gli Usa, ma anche Polonia, Hong Kong, Italia, Germania, Russia, Repubblica Ceca, etc, etc. Serie da molti considerata alla stregua di una bella idea regalo. Michelangelo Pasini |
AKI KAURISMAKI
![]() Autori: Patrizio Gioffredi | Indice: Breve lessico kaurismakiano Aki Kaurismäki - Ville Alfa, uno sguardo inedito sulla Finlandia Filmografia Nota bibliografica | Regista sfuggevole Aki Kaurismäki, inclassificabile. Bizzarro come la cinematografia che lo rappresenta. Tanto personale quanto eterogenea nel suo coerente percorso. Per gettare il lettore in media res Patrizio Gioffredi decide di presentare il personaggio caleidoscopico di Kaurismäki come farebbe lui stesso. Attraverso stralci di interviste, frammenti di dialoghi, dichiarazioni che lo (auto)dipingono come un grandissimo artista dotato di un perfetto connubio tra sensibilità e sense of humor che lo ha reso tra le figure cinematografiche europee più interessanti degli ultimi vent'anni. Per capirne la caratura basti citare la provocatoria, divertente e dissacrante risposta fornita quando interrogato sul tema dell'(ab)uso di alcool: "Ho girato la metà dei miei film da sobrio e l'altra metà da ubriaco. Io stesso ho difficoltà nel riconoscere se un film fa parte del primo o del secondo gruppo". Il volume sul regista finlandese si rende necessario perchè va a colmare quasi una decina d'anni di vuoto editoriale (se si esclude il libro Kaurismäki edito dal Centro Espressioni Cinematografiche nel 2003) intorno alla sua figura. Improvvisamente l'attenzione per il suo cinema viene ridestata tanto che nel 2006 in Italia escono ben due libri dedicati al cineasta, quello in oggetto e Ai margini della notte. Il cinema di Aki Kaurismäki. Questo Castoro tuttavia non si impone solamente come necessario aggiornamento di quanto scritto precedentemente, ma attraverso un lavoro che riesce a porsi in bilico tra la rigorosa citazione di articoli e saggi usciti in mezzo mondo, l'aneddotica più interessante e l'analisi tecnica (intere sequenze studiate anche attraverso l'utilizzo di immagini esplicative) riesce a costruire un percorso che nella sua brevità si fa anche puntuale e completo. E' evidente come il lavoro di Patrizio Gioffredi sia di sottrazione più che di accumulo e che di conseguenza il suo scrivere sappia liberarsi dell'eccedenza per diventare stretto e necessario. Michelangelo Pasini |
DARIO ARGENTO: SENSUALITA’ DELL’OMICIDIO
Autori: Antonio Tentori Casa editrice: Edizioni Falsopiano, 1997 Collana: Cinema Pagine: 196 Formato: ? Prezzo: 14,98€ Lingua: Italiano | Indice: Ultimi bagliori di un crepuscolo Fuori orario - (dal)le cose viste 1990-1996 Filmografia | Enrico Ghezzi allo stato puro. Nel senso che il mezzo libro qui non è altro che la propaggine del mezzo fuori orario. Cose (mai) dette è la raccolta parola per parola di quasi un centinaio dei celebri monologhi fuori sincrono con cui il critico ha deliziato le migliaia di appassionati cinematografici formatisi con le rarità trasmesse grazie al suo instancabile lavoro di ricerca e programmazione. In questo volume Ghezzi raccoglie i primi sette anni della sua creatura preferita (fuori orario nasce nel 1989) e lo fa nella maniera che gli è più congeniale: senza mediazione alcuna, senza un criterio apparentemente logico e con tutta la folle spontaneità che lo ha sempre contraddistinto. Introduzioni ai film e alle serate riportate integralmente, senza compromessi letterari. Unico appiglio per il lettore sembra essere il piccolo indice analitico a margine di ogni 'scritto' , nel quale sono riportati i richiami di testo per parole chiave, scelte, ovviamente, con metodo altamente personale. Per Ghezzi maniaci. |
DARIO ARGENTO: IL BRIVIDO DELLA CRITICA
Autori: Stefano Della Casa Casa editrice: Testo & Immagine, Torino, 1999 Collana: Controsegni Pagine: 142 Formato: ? Prezzo: 20.000 lire Lingua: Italiano | Indice: Ultimi bagliori di un crepuscolo Fuori orario - (dal)le cose viste 1990-1996 Filmografia | Enrico Ghezzi allo stato puro. Nel senso che il mezzo libro qui non è altro che la propaggine del mezzo fuori orario. Cose (mai) dette è la raccolta parola per parola di quasi un centinaio dei celebri monologhi fuori sincrono con cui il critico ha deliziato le migliaia di appassionati cinematografici formatisi con le rarità trasmesse grazie al suo instancabile lavoro di ricerca e programmazione. In questo volume Ghezzi raccoglie i primi sette anni della sua creatura preferita (fuori orario nasce nel 1989) e lo fa nella maniera che gli è più congeniale: senza mediazione alcuna, senza un criterio apparentemente logico e con tutta la folle spontaneità che lo ha sempre contraddistinto. Introduzioni ai film e alle serate riportate integralmente, senza compromessi letterari. Unico appiglio per il lettore sembra essere il piccolo indice analitico a margine di ogni 'scritto' , nel quale sono riportati i richiami di testo per parole chiave, scelte, ovviamente, con metodo altamente personale. Per Ghezzi maniaci. |
























